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Mestre, carrozzeria presa di mira: 44 denunce in sette anni e l’ultima per minacce di morte

Aggressione, vetrata danneggiata e paura: titolare e figlio costretti a chiamare i carabinieri

Mestre, carrozzeria presa di mira: 44 denunce in sette anni e l’ultima per minacce di morte

Paolo Favaretto, titolare della “Carrozzeria Moderna” di Mestre


Una sequenza di colpi contro la vetrata, urla e minacce di morte: così è iniziata la mattina di lavoro per Paolo Favaretto, titolare della carrozzeria Moderna a Mestre, e suo figlio. Intorno alle 8, mentre si trovavano in ufficio, hanno sentito dei tonfi secchi provenire dalla strada. Usciti per verificare, hanno trovato tre persone sul marciapiede: due stese su cartoni e un uomo, descritto come un cinquantenne tunisino, che colpiva con pugni la parete in vetro dell’officina.


Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso titolare, l’uomo ha prima reagito con ira quando gli è stato chiesto di smettere: ha urlato, ha seguito i due all’interno fino al piazzale sul retro e ha iniziato a danneggiare i cofani di auto e camper parcheggiati. Arrivati al cancello per allontanarlo con calma, Favaretto e il figlio sono stati minacciati di morte con la frase "vi ammazzo tutti", motivo per cui hanno chiamato i carabinieri. Gli altri due presenti si sono nel frattempo allontanati.

Quella depositata ieri è la quarantaquattresima denuncia che Favaretto presenta in circa sette anni di attività. Le precedenti denunce riguardano spaccate e furti — 43 episodi che, secondo il titolare, hanno comportato oltre 2 milioni di euro di danni complessivi. L’episodio di ieri ha aggiunto ulteriori costi materiali: la vetrata danneggiata richiederà una spesa stimata di circa 3.000 euro.

La carrozzeria si trova nelle vicinanze di un centro di accoglienza (il Drop In), dove, racconta Favaretto, alcuni ospiti rimangono spesso a bazzicare in via Giustizia. Per i titolari e i lavoratori dell’officina la presenza di tossicodipendenti e persone in difficoltà è diventata una costante quotidiana che ha effetti concreti sulla sicurezza percepita e sulle possibilità di lavoro: «Ormai non siamo più liberi di uscire dall’officina la sera per fare ritorno a casa, terrorizzati dall’essere aggrediti», afferma il titolare. Ogni sera, a chiusura, viene chiamato il 113 per poter uscire in sicurezza.

I carabinieri hanno accompagnato l’aggressore in caserma; nonostante ciò, alle 16 dello stesso giorno l’uomo era già nuovamente davanti alla carrozzeria. La circostanza solleva interrogativi sulla gestione della ricaduta e sulla tutela immediata delle vittime.

Dietro i numeri — 44 denunce, milioni di euro di danni stimati, ripetute notti e sere vissute nella paura — c’è la storia quotidiana di una piccola impresa che cerca di sopravvivere in un contesto urbano segnato da fragilità sociali. Favaretto sottolinea di conoscere bene la persona che lo ha aggredito: «Lui è sempre fuori dalla mia officina», dice, rimarcando come la presenza sia nota da tempo ma l’aggressività sia una novità.

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