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Cronaca
05.03.2026 - 09:03
Foto di repertorio
Un colpo alla frode nel settore vitivinicolo italiano. Grazie alla collaborazione tra il ICQRF e il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, nel 2024 è stata avviata l’operazione nazionale denominata “Vinum Mentitum”, finalizzata a contrastare le pratiche illecite legate alla certificazione dei vini DOP e IGP.
L’attività investigativa è nata dall’analisi congiunta dei dati disponibili, tenendo conto delle criticità di un settore strategico per l’economia italiana, con un ruolo di leadership crescente nel mercato dell’export agroalimentare.
I controlli si sono concentrati su diverse violazioni: l’uso di uve e mosti non conformi ai disciplinari, l’indicazione di provenienza falsa e la rivendicazione illegittima di vini come DOP o IGP. L’obiettivo era proteggere il mercato e garantire trasparenza ai consumatori.
L’analisi dei rischi, svolta dall’ICQRF centrale insieme al Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti del Nucleo Speciale Beni e Servizi, ha individuato punti critici lungo l’intera filiera, dalla raccolta all’imbottigliamento, considerando anche fattori esterni come eventi climatici avversi, carenze di manodopera, inflazione e fitopatie.
I controlli mirati, condotti su tutto il territorio nazionale, hanno portato al sequestro di circa 2,5 milioni di litri di vino falsamente certificato, per un valore superiore a 4 milioni di euro, e alla segnalazione di 24 soggetti alle autorità competenti. Durante le ispezioni, sono emerse discrepanze tra le giacenze fisiche e i registri contabili SIAN, con la contestazione di 59 violazioni amministrative, generando un gettito minimo di 410.000 euro, oltre all’emissione di 11 diffide per violazioni sanabili.
L’operazione ha permesso anche di scoprire irregolarità fiscali: omessa documentazione di operazioni imponibili per oltre 280.000 euro, mancato versamento dell’IVA per circa 800.000 euro e violazioni in materia di lavoro sommerso e accise sul vino.
Secondo il Colonnello t.ST Antonio Caputo, referente dell’operazione, i risultati confermano l’efficacia della collaborazione tra ICQRF e Guardia di Finanza nella tutela del Made in Italy e delle denominazioni di origine, a garanzia della leale concorrenza e della scelta consapevole dei consumatori.
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