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Truffa da milioni di euro: ex bancario di Castelfranco condannato per investimenti fantasma e firme false

Il tribunale ha emesso una condanna a 1 anno e 10 mesi per Roberto Battagello, ex vicedirettore di Veneto Banca e Banca Intesa

Truffa da milioni di euro: ex bancario di Castelfranco condannato per investimenti fantasma e firme false

Foto di repertorio

È stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione, con pena sospesa, Roberto Battagello, 70 anni, ex vicedirettore delle filiali di Riese di Veneto Banca e Banca Intesa, per aver truffato numerosi risparmiatori. Il processo a suo carico si è concluso con una condanna per una truffa che ha coinvolto investimenti falsi, promettendo guadagni irrealistici ai clienti. Secondo le indagini, l'ex bancario aveva creato un sistema che sfruttava la fiducia dei clienti, proponendo investimenti privati con interessi fino al 10% biennale, ma che si sono rivelati completamente inesistenti.

Un danno che sfiora i 4 milioni di euro

Il modus operandi di Battagello includeva l'uso di carta intestata della banca e l’occupazione degli uffici per dare credibilità alle sue operazioni, le quali, però, erano gestite a titolo personale e non attraverso l'istituto bancario. Complessivamente, le truffe hanno fatto svanire circa 4 milioni di euro, denaro che una quindicina di clienti, tra cui artigiani e imprenditori, avevano affidato all’ex bancario, sperando in ritorni economici che non sono mai arrivati.

La prescrizione e la condanna parziale

Nonostante la gravità del danno complessivo, il tribunale ha dichiarato la prescrizione per tutti i reati precedenti al 2018, limitando la condanna a un episodio avvenuto tra il 2018 e il 2019, quando un cliente aveva affidato a Battagello 235 mila euro. In relazione a questo singolo caso, il tribunale ha disposto anche il pagamento di una provvisionale di 50 mila euro in favore della parte offesa.

Tuttavia, per tutti gli altri risparmiatori truffati, che avevano sperato in un risarcimento per i soldi persi, la decisione del giudice ha confermato che non sarà possibile avviare azioni legali, a causa dei tempi processuali e della prescrizione dei crimini precedenti al 2018.

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