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Polemica sportiva

Arbitro chiede documenti a due giocatori stranieri, scoppia il caso nel Padovano

Durante una partita di Seconda Categoria l’episodio solleva accuse di discriminazione e apre un approfondimento da parte della federazione regionale

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Un episodio insolito, che ha subito acceso polemiche nel calcio dilettantistico veneto, è avvenuto nei giorni scorsi nel Padovano, durante una gara di Seconda Categoria.

Secondo quanto ricostruito, prima dell’inizio della partita tra il San Fidenzio Polverara e il San Precario, valida per la tredicesima giornata di campionato e terminata 3-2 per la squadra di casa, l’arbitro avrebbe chiesto di visionare il permesso di soggiorno di due giovani calciatori stranieri della squadra ospite.

La richiesta sarebbe arrivata nel momento del riconoscimento dei giocatori, una fase di routine prima del fischio d’inizio. Proprio questo dettaglio ha fatto scattare le proteste dei dirigenti del San Precario, che hanno definito l’episodio fuori luogo e discriminatorio.

“Un episodio al limite dell’assurdo – ha dichiarato il presidente della società, Roberto Mastellaro –. In tanti anni non mi era mai successo. In squadra abbiamo anche un altro giocatore straniero con doppia cittadinanza, ma a lui non è stato chiesto nulla”.

Perplessità sono state espresse anche dalla dirigenza della squadra di casa. Il segretario del Polverara San Fidenzio, Daniele Trivellato, ha parlato di una richiesta “davvero strana”, confermando quanto accaduto in campo.

La vicenda è ora all’attenzione dei vertici regionali del calcio. I responsabili federali del Veneto hanno chiesto una relazione scritta per chiarire i fatti e valutare eventuali provvedimenti.

Dalla componente arbitrale arriva intanto una presa di posizione netta: un direttore di gara non ha alcun titolo per richiedere documenti di soggiorno. Le procedure di riconoscimento dei tesserati, è stato ricordato, prevedono esclusivamente documenti di identità, tessere federali o altre modalità ufficiali già stabilite.

L’episodio resta ora sotto esame, in attesa di ulteriori verifiche da parte degli organismi regionali competenti.

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