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Cronaca
15.04.2026 - 15:48
Foto di repertorio
Tornano in libertà, ma con pesanti restrizioni, i sette tifosi dell’Hellas Verona arrestati dopo i violenti scontri avvenuti a Torino al termine della partita dell’11 aprile. Dopo tre notti trascorse in carcere, i giovani — di età compresa tra i 20 e i 32 anni — hanno lasciato le celle in seguito alla decisione del giudice, che ha convalidato gli arresti disponendo però per tutti l’obbligo di dimora nei comuni di residenza della provincia scaligera. Respinta invece la richiesta dei domiciliari avanzata dalla procura.
Gli episodi di violenza si sono verificati nel pomeriggio di sabato, subito dopo il fischio finale che ha sancito la sconfitta dei gialloblù. Mentre i tifosi veronesi, a bordo di due autobus e un minivan, stavano lasciando la città, un gruppo di sostenitori granata ha organizzato un agguato in corso Unione Sovietica. Ne è scaturita una violenta aggressione, tra lancio di pietre e bottiglie contro i mezzi, che ha provocato la reazione degli ospiti.
La situazione è rapidamente degenerata in una rissa, documentata anche da video girati dai residenti, con l’utilizzo di oggetti contundenti come bastoni, aste e cinture. L’intervento delle forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa, ha consentito di riportare la calma e di sequestrare parte del materiale utilizzato negli scontri.
Oltre ai sette veronesi, appartenenti al gruppo Hellas Army, sono stati fermati anche due giovani torinesi, per i quali è stato disposto il divieto di uscire di casa nelle ore serali.
Le tensioni tra le due tifoserie, un tempo legate da un gemellaggio risalente agli anni Ottanta, sono da tempo riemerse, con segnali evidenti già durante la gara d’andata del campionato. Intanto la Digos continua ad analizzare i filmati delle telecamere di sorveglianza per individuare altri partecipanti agli scontri.
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