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Parità di genere al centro del convegno di Padola: un passo avanti per le donne nel lavoro e nella società

Grande partecipazione e riflessione sulla parità, con focus su disuguaglianze salariali e diritti delle lavoratrici

Parità di genere al centro del convegno di Padola: un passo avanti per le donne nel lavoro e nella società

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La Sala della Regola di Padola ha ospitato mercoledì sera un convegno di grande importanza, dedicato al tema della parità di genere. L’evento, organizzato da Cgil, Cisl e Uil Belluno insieme alla Regola e all’associazione Sot Narla, ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e rappresentanti delle istituzioni, unendo voci istituzionali e sindacali per parlare delle sfide e delle opportunità per le donne nel mondo del lavoro e nella società.

L'incontro si è svolto in un luogo simbolico, dove storicamente le donne non avevano diritto di partecipazione, ma che, dal 2017, ha visto una significativa evoluzione. In quell’anno, infatti, Padola ha modificato il proprio statuto per garantire la parità di diritti tra uomini e donne, permettendo alle donne di essere iscritte con pari diritti nell’anagrafe delle famiglie regoliere. La scelta di questo luogo non è stata casuale, ma un segno tangibile di come la comunità stia affrontando e cambiando le proprie tradizioni secolari.

Il presidente della Regola, Nunzio Pocchiesa, ha aperto l’incontro sottolineando l'importanza del percorso intrapreso. “Oggi, Padola è un esempio di inclusione e parità, con donne che partecipano attivamente nella gestione del patrimonio collettivo, un passo importante per l'intera comunità”, ha dichiarato Pocchiesa. “Questo evento non è solo un’occasione di confronto, ma anche un'opportunità per ribadire la necessità di difendere e potenziare la figura della consigliera di parità, recentemente messa in discussione”.

Flavia Monego, Consigliera di parità della Provincia di Belluno, ha raccontato come l’incontro sia stato il frutto di un lungo percorso di sensibilizzazione iniziato due anni fa, con il coinvolgimento degli istituti regolieri del territorio. “Oggi siamo qui grazie al confronto avviato allora, che ha dato risposte concrete e ci ha portato a questo incontro fondamentale.”

Il convegno ha affrontato temi cruciali come la disuguaglianza salariale, la difficoltà di conciliare lavoro e vita familiare, e la violenza di genere. Roberta Barbieri, segretaria della Cisl Belluno Treviso, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di creare un sistema di welfare solido, che permetta alle donne di rimanere nel mercato del lavoro, soprattutto dopo la nascita di un figlio. “Ancora oggi, una donna su cinque lascia il posto di lavoro dopo il primo figlio. Serve un impegno collettivo per garantire stabilità e qualità nel lavoro femminile”.

Denise Casanova, segretaria generale della Cgil Belluno, ha evidenziato il persistente problema della differenza salariale tra uomini e donne, che in provincia di Belluno raggiunge una media del 26%, pari a circa 5000 euro all’anno. “La disparità salariale è una realtà che affligge il nostro Paese, e anche la nostra provincia non è esente. È fondamentale che le politiche salariali siano più eque, e che le donne abbiano le stesse opportunità di accesso a contratti e stipendi adeguati”, ha commentato Casanova.

Infine, Sonia Bridda, segretaria regionale della Uil Veneto, ha sottolineato come la legislazione stia introducendo strumenti come la trasparenza salariale, ma sia ancora necessario intervenire per combattere la disparità nei contratti, inclusi quelli delle piccole imprese. “Dobbiamo garantire che il monitoraggio della parità salariale non riguardi solo le grandi aziende, ma anche le realtà più piccole, che rappresentano una parte significativa del nostro tessuto produttivo”.

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