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Olimpiadi, Lindsey Vonn ringrazia i medici di Treviso

Stefani elogia la sanità regionale: “Professionalità da podio, rete d’emergenza pronta per atleti e spettatori”

Olimpiadi, Lindsey Vonn ringrazia i medici di Treviso

Lindsey Vonn

Non solo una fuoriclasse dello sci, ma anche un’atleta capace di riconoscere pubblicamente il lavoro di chi l’ha assistita. Lindsey Vonn, ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dopo la rovinosa caduta nella discesa olimpica di Cortina, ha voluto esprimere parole di apprezzamento per l’équipe medica e infermieristica che l’ha presa in cura.

Un gesto che il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha accolto con gratitudine. «La ringrazio anche a nome di tutti i professionisti che l’hanno seguita – ha dichiarato -. Il loro impegno merita un riconoscimento internazionale, perché la stessa dedizione riservata a una campionessa di fama mondiale viene garantita quotidianamente a ogni paziente».

Secondo Stefani, l’episodio conferma l’efficacia dell’organizzazione sanitaria predisposta in vista di Milano-Cortina 2026. «Se esistesse un medagliere per la macchina dei soccorsi – ha osservato – il Regional Medical Care Manager Paolo Rosi e il commissario dell’Ulss Dolomiti Giuseppe Dal Ben, insieme ai loro collaboratori, salirebbero sul podio».

La Regione ha infatti messo a punto un piano dedicato, fondato su una rete di emergenza rafforzata e collegata agli ospedali di Belluno, Treviso, Codivilla e Verona. Il sistema prevede un doppio canale di assistenza: percorsi specifici per gli atleti e un dispositivo capillare per il pubblico, integrati con i servizi ordinari destinati a residenti e turisti.

«L’auspicio – ha concluso Stefani – è che questo apparato resti il più possibile inutilizzato: significherebbe che non si verificheranno incidenti gravi e che a conquistare le prime pagine saranno solo le imprese sportive e le medaglie».

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