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Territorio
15.04.2026 - 10:55
Sindaco di Trebaseleghe Antonella Zoggia
È stata inaugurata sabato 11 aprile, la mostra “Tribus Basilicis”, tappa significativa di un progetto storico triennale che mette al centro la memoria del territorio e il coinvolgimento delle nuove generazioni.
L’esposizione, ospitata presso la Sala Arzini e aperta al pubblico fino al 18 aprile, raccoglie gli schizzi storici realizzati dall’artista Stefano Bottacin, frutto di un percorso di ricerca e ricostruzione che ha riportato alla luce luoghi, edifici e scenari scomparsi o trasformati nel tempo. Disegni che, oltre a rappresentare un ottimo lavoro artistico, restituiscono con forza evocativa l’identità di una Trebaseleghe di un tempo, tra ville perdute, mulini, chiese e antichi tracciati.
Alla base dell’iniziativa vi è un articolato lavoro educativo sviluppato con le scuole elementari e medie del territorio. Dopo una prima fase di lezioni dedicate alla storia locale e alla tradizione della fiera, gli studenti sono stati coinvolti in un’attività di mappatura dei luoghi simbolici, culminata nella costruzione di una vera e propria mappa storica in mattonelle di ceramica e in una “caccia al tesoro” culturale. Da qui, la collaborazione con Bottacin per la restituzione artistica dei luoghi individuati, attraverso schizzi che rappresentano una sintesi tra ricerca documentale e interpretazione visiva.
Il progetto, promosso dall’Associazione Amici per l’Africa con il patrocinio del Comune di Trebaseleghe, si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione legato al recente riconoscimento del titolo di città, trasformato in occasione per riflettere sull’identità storica e culturale della comunità.
"È un progetto che nasce con l’Associazione Amici per l’Africa e magistralmente coordinato da Nicoletta Pignaffo – spiega il referente per la storia Francesco Cagnin – che coinvolge un gran numero di persone e competenze, e prende avvio proprio dal riconoscimento di Trebaseleghe come città. Abbiamo sentito l’esigenza di dare valore a questa parola, perché le parole costruiscono il pensiero e il pensiero sta alla base dell'azione. Da qui l’idea di lavorare sulla storia, coinvolgendo soprattutto i ragazzi, per far conoscere loro da dove veniamo. Attraverso alcune lezioni a scuola, la costruzione della mappa e la collaborazione con l’artista, siamo riusciti a ricostruire luoghi che non esistono più, restituendoli alla memoria collettiva. Questa mostra è il risultato visibile di un percorso più ampio, che continuerà anche con la realizzazione di un video destinato alle scuole, per mantenere viva questa esperienza nel tempo".
"Ho visto un lavoro attento e appassionato - sottolinea il sindaco Antonella Zoggia - capace di riportare alla luce pezzi della nostra storia che rischiavano di andare perduti. Colpisce in particolare il coinvolgimento dei ragazzi, che hanno partecipato con curiosità e serietà. È un progetto che lascia un segno concreto e che merita di essere portato avanti".
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