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dentro la notizia
25.02.2026 - 10:17
Il centro di distribuzione di aiuti della Caritas di Este
Almeno 250 persone si presentano ogni mese per la spesa: “C’è chi non riesce a far quadrare i conti, a pagare l’affitto e le bollette”. Sono 156 i beneficiari della “carta dedica a te”
Tra le mura storiche di Este, la bellezza dei monumenti nasconde una realtà fatta di silenzi e dignità ferita. Mentre i dati provinciali delineano un padovano a doppia velocità, con un reddito medio che maschera le difficoltà dei singoli, nel cuore della cittadina estense l'Emporio della Solidarietà della Caritas si conferma sempre più un ultimo baluardo contro l'indigenza.
A guidare questa realtà con passione e pragmatismo è la coordinatrice Laura Saggiorato, che fotografa un mutamento sociale profondo. “Con l’aumento dei prezzi e delle bollette, abbiamo ogni mese persone che ci chiedono aiuto”, spiega Saggiorato. “Fra loro ci sono tantissime famiglie italiane, non solo extracomunitari come spesso pensa la gente. Vediamo molti single che, dovendo affrontare da soli affitto e utenze, non riescono più a far quadrare i conti”.
Conselve oltre l’assistenzialismo
Nella gestione delle fragilità il Comune di Conselve ha scelto di andare oltre la logica dell’emergenza per approdare a quella dell’emancipazione. Non si tratta più soltanto di erogare sussidi, ma di ricostruire il tessuto sociale partendo dai cittadini più vulnerabili. A delineare questa strategia è Susanna Lazzarin, consigliere con delega al sociale, che pone l'accento su un cambio di paradigma fondamentale nel lavoro dei servizi territoriali.
“Il compito dei servizi sociali è di lavorare non solo per assistenzialismo alla persona, ma perché ci sia una promozione globale della persona stessa, - spiega Lazzarin -. In questi ultimi anni ho percepito che i servizi sociali lavorano in questa ottica: non solo come assistenza al bisogno primario, ma anche per la rimozione delle cause di questo disagio. È importante lavorare per ridare dimensione alla persona più che al bisogno immediato che comunque richiede una risposta”.
I dati del 2025 confermano la centralità dei minori e della famiglia in questa programmazione. Sono stati 90 i minori seguiti nell’ultimo anno, un numero in lieve crescita che ha richiesto un potenziamento di progetti come l’assistenza alla genitorialità, gli affidi e il supporto psicologico. Tra i fiori all’occhiello figura il Progetto Pippi, dedicato alla prevenzione dell'istituzionalizzazione dei minori, insieme a servizi concreti come il trasporto sociale e i voucher per la frequenza di asili nido, anche privati e fuori territorio.
Particolare attenzione è stata rivolta al nido comunale "Girasole": oltre alla prossima apertura della nuova sezione lattanti (sotto i 12 mesi), l’amministrazione ha deciso di ridurre le rette del 20%. Per gli adolescenti, invece, il riscatto passa attraverso percorsi di cittadinanza attiva come "Ci sto? Affare fatica!" e il bando "Oltre la campanella". L’obiettivo resta chiaro: trasformare il welfare in un investimento sul futuro della comunità.
I numeri parlano chiaro: l'Emporio assiste regolarmente 220 famiglie, ma il flusso mensile tocca ormai le 250 presenze. Nonostante la soglia ISEE sia stata innalzata a 10.140 euro per ampliare la platea dei beneficiari, la pressione non accenna a diminuire. Il profilo di chi bussa alla porta di fronte al Duomo di Santa Tecla è variegato: “Abbiamo diverse situazioni - prosegue la coordinatrice - genitori single, tanti pensionati che non ce la fanno con il loro assegno mensile, famiglie con figli dove il papà lavora ma lo stipendio non basta”.
Conselve, gli uomini soli i nuovi “invisibili”, oltre cento persone aiutate a fare la spesa
Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio, quali gli elementi di novità e di criticità, quali le sfide da affrontare nel prossimo futuro.
È il fenomeno dei working poor, particolarmente sentito in un'area come quella di Este dove, con un reddito medio di circa 18.500 euro, il peso di un patrimonio immobiliare spesso vetusto genera una forte povertà energetica. Lo scorso anno sono state 156 le “carte dedicate a te” consegnate alle famiglie di Este in difficoltà per l’acquisto di beni di prima necessità.
Ciò che colpisce dell'Emporio è l'approccio umano. Qui la spesa non è un freddo pacco viveri consegnato frettolosamente. “Gli anziani arrivano con la lista della spesa, fa tenerezza, come se andassero in un normale supermercato”, racconta Saggiorato. “È un momento di incontro e socialità: vengono accompagnati tra gli scaffali dai nostri 30 volontari, diamo consigli, facciamo il percorso con loro. È un’accoglienza sentita, non fredda”.
Non mancano le sfide culturali, come il tentativo di offrire carne macellata secondo il rito islamico per gli utenti stranieri, o la lotta contro l'imbarazzo di chi chiede aiuto per la prima volta. “C’è sempre ritrosia. Una signora mi ha detto: “mi vergogno a venire ma ne ho bisogno”. Noi facciamo il possibile per farli sentire a loro agio”.
L'Emporio, che quest'anno raggiunge i sei anni di attività, punta a creare anche dei momenti di condivisione e informazione. Per settembre, in occasione della festa di Santa Tecla, è previsto un incontro pubblico sul tema della povertà per sensibilizzare chi ancora non conosce questa realtà e per tracciare una rotta per il futuro. “Noi ci siamo - conclude Laura Saggiorato, - ma vogliamo che la città sappia che questo luogo appartiene a tutti”. L'Emporio è aperto ogni mercoledì pomeriggio, su appuntamento al numero 339 5868772, anche via WhatsApp.
pensionati che non ce la fanno con il loro assegno mensile, famiglie con figli dove il papà lavora ma lo stipendio non basta”.
È il fenomeno dei working poor, particolarmente sentito in un'area come quella di Este dove, con un reddito medio di circa 18.500 euro, il peso di un patrimonio immobiliare spesso vetusto genera una forte povertà energetica. Lo scorso anno sono state 156 le “carte dedicate a te” consegnate alle famiglie di Este in difficoltà per l’acquisto di beni di prima necessità”.
Ciò che colpisce dell'Emporio è l'approccio umano. Qui la "spesa" non è un freddo pacco viveri consegnato frettolosamente. “Gli anziani arrivano con la lista della spesa, fa tenerezza, come se andassero in un normale supermercato”, racconta Saggiorato. “È un momento di incontro e socialità: vengono accompagnati tra gli scaffali dai nostri 30 volontari, diamo consigli, facciamo il percorso con loro. E’ un’accoglienza sentita, non fredda”.
Non mancano le sfide culturali, come il tentativo di offrire carne macellata secondo il rito islamico per gli utenti stranieri, o la lotta contro l'imbarazzo di chi chiede aiuto per la prima volta. “C’è sempre ritrosia. Una signora mi ha detto: “mi vergogno a venire ma ne ho bisogno”. Noi facciamo il possibile per farli sentire a loro agio”.
L'Emporio, che quest'anno raggiunge i sei anni di attività, punta a creare anche dei momenti di condivisione e informazione. Per settembre, in occasione della festa di Santa Tecla, è previsto un incontro pubblico sul tema della povertà per sensibilizzare chi ancora non conosce questa realtà e per tracciare una rotta per il futuro. “Noi ci siamo - conclude Laura Saggiorato, - ma vogliamo che la città sappia che questo luogo appartiene a tutti”. L’Emporio è aperto ogni mercoledì pomeriggio, su appuntamento al numero 339 5868772, anche via WhatsApp.
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