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Conselve, gli uomini soli i nuovi “invisibili”, oltre cento persone aiutate a fare la spesa

La Caritas parrocchiale è impegnata su più fronti, decine di volontari danno vita ad una rete solidale complessa che punta anzitutto sulla dignità della persona e il riscatto attraverso l’integrazione

Logo Caritas

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Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio, quali gli elementi di novità e di criticità, quali le sfide da affrontare nel prossimo futuro.

A Conselve la povertà nel 2025 ha continuato a bussare con insistenza alle porte della comunità. Accanto a chi si trova in evidente difficoltà perché non ha lavoro o altre risorse di sostentamento, si allargano le fila di chi, pur avendo un lavoro, con lo stipendio non riesce a coprire affitto, bollette e spese per il sostentamento della famiglia a causa dell'inflazione e del costo della vita. Un dato emblematico fotografa la situazione: sono 98 le tessere "Dedicata a Te" distribuite l'anno scorso in città, un aiuto statale per i beni di prima necessità che però rappresenta solo la punta dell'iceberg di un disagio molto più profondo e sommerso.

A gestire l'urto di questa crisi silenziosa è la Caritas parrocchiale, descritta dalla vice presidente Tamara Lazzarin come “una grande macchina all’interno della parrocchia che offre vari servizi”. Non si tratta solo della consegna di pacchi alimentari alle famiglie che hanno bisogno, ma di una rete complessa che punta sulla dignità della persona.

Il cuore pulsante di questa attività è il corso di italiano per stranieri, che nel 2025 ha registrato numeri da capogiro: 120 iscritti e una lista d'attesa di altre trenta persone. «Oltre trenta volontari si occupano delle lezioni, suddivise tra due classi infrasettimanali e ben sei la domenica», spiega Lazzarin. Agli studenti viene fornito tutto: dai libri ai kit con quaderni e matite. «In queste aule vediamo la voglia di emanciparsi, famiglie che cercano una loro dignità. C'è tanta voglia di integrazione e di riscatto».

Se l'utenza straniera è numericamente prevalente, emerge con forza una fragilità tutta italiana, spesso nascosta per vergogna. «Ci sono anche italiani in difficoltà economica», sottolinea la responsabile della Caritas, in particolare uomini dopo la separazione, soli e in cerca di alloggio. Sono vicissitudini che li portano in una condizione di fragilità estrema: oggi sono soprattutto i maschi soli a chiederci aiuto. Per loro, la Caritas cerca di offrire non solo sostegno materiale, ma anche orientamento per la ricerca di un impiego.

Nonostante le difficoltà, la solidarietà conselvana resta creativa. Il gruppo "Mani Creative", con venti volontarie che realizzano oggetti in stoffa poi venduti per beneficenza, e il "Gruppo Sant’Anna" per la terza età, mantengono vivo il tessuto sociale. La macchina parrocchiale continua a muovere circa settanta volontari tra distribuzione di mobili, vestiario per l'infanzia e supporto psicologico, con gruppi di auto-ascolto seguiti da educatrici.

«Noi ci siamo e cerchiamo di dare una mano a chi vuole uscire dalla difficoltà, affinché non debba vivere sulle spalle degli altri», ricorda Tamara Lazzarin. Una sfida che, tra l'aumento dei costi e la carenza di alloggi, si fa ogni giorno più ardua. Soprattutto per le situazioni più fragili: le famiglie in cui viene a mancare una fonte di reddito, la solitudine degli anziani e degli ammalati e l’impossibilità a far fronte a spese impreviste.

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