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23.02.2026 - 07:42
Il centro di Dolo
Anche a Dolo i morsi della povertà colpiscono un tessuto sociale sempre più fragile. Aumentano le interruzioni delle utenze per mancato pagamento delle bollette, segnale concreto di una difficoltà diffusa. A fotografare la situazione sono il sindaco Gianluigi Naletto e l’assessora ai servizi sociali Chiara Iuliano.
Sono 813 i nuclei attualmente in carico ai servizi sociali dolesi: 184 famiglie con minori, 52 con disabili, 407 anziani, 62 tra immigrati e nomadi e 108 nuclei “adulti”. Numeri che, già nei primi mesi dell’anno, segnano un aumento significativo in due aree da tempo in sofferenza: giovani e anziani.
“Complessivamente - spiega il sindaco Naletto - le povertà, anche a Dolo, riflettono un andamento nazionale di un Paese sempre più diseguale, con una povertà a tante teste, non più solo economica ma frutto di un intreccio di fragilità sociali che compromettono la dignità e la possibilità di futuro delle persone. Si conferma anche a Dolo l’indicatore nazionale secondo cui il 10% delle famiglie più ricche detiene circa il 60% della ricchezza complessiva locale”. Non crescono soltanto le famiglie in povertà assoluta, ma anche quelle composte da lavoratori a basso salario o con contratti “deboli” e instabili. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto i giovani tra i 16 e i 35 anni, spesso attratti dal gioco d’azzardo, nuova frontiera di una vulnerabilità legalizzata. “Sul tema, un dato recentemente diffuso dalla Caritas - dice Naletto - è impressionante: a livello nazionale sono oltre 1.054 milioni le giornate lavorative perse nella ricerca della fortuna tra slot machine, lotto, superenalotto e scommesse”. In aumento anche la violenza sulle donne, in particolare giovani e talvolta minorenni: non solo fisica e sessuale, ma soprattutto psicologica.
Crescono infatti i casi di accompagnamento ai centri antiviolenza da parte delle assistenti sociali comunali. Si affacciano inoltre nuove forme di disagio legate a un contesto di instabilità anche internazionale in cui crescono i costi delle materie prime e a rimetterci come sempre sono le persone meno abbienti. “Una nuova povertà che purtroppo si sta consolidando - aggiunge l’assessora Chiara Iuliano - è quella energetica. Si stima che a livello locale riguardi quasi il 10% delle famiglie, impegnando circa il 9% della loro spesa per beni e servizi energetici. Nei quasi 850 colloqui svolti lo scorso anno dal settore sociale emerge che i nuovi poveri sono anche coloro che si vedono costretti a ridurre le spese per luce e riscaldamento, fino ad arrivare all’interruzione delle utenze per mancato pagamento delle bollette”.
Alessandro Abbadir
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