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18.02.2026 - 10:32
Oggi quasi tutte le aziende conoscono l’intelligenza artificiale. Poche la utilizzano già, molte in forma semplice, tipo strumenti di supporto alla scrittura, chatbot, piccole automazioni. Il tema non è più se l’IA sia accessibile, ma come viene utilizzata.
Ogni giorno le imprese generano una grande quantità di dati: produzione, magazzino, vendite, manutenzione. Raccoglierli non è più un problema. Il problema è, una volta raccolte, utilizzarle e trasformarle in informazioni strutturate che producono ricchezza.
Nella maggior parte dei casi, questi dati esistono ma restano separati. Sono distribuiti tra gestionali, sistemi di produzione e strumenti informali. Manca integrazione e continuità. Senza un collegamento strutturato, i dati faticano a supportare le decisioni operative e vengono usati per analizzare ciò che è già successo e per guidare le scelte quotidiane.
È qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale applicata ai processi, non come strumento isolato ma come parte di un sistema integrato. L’IA può analizzare grandi volumi di dati in tempo reale, individuare anomalie, prevedere guasti e suggerire ottimizzazioni, riducendo sprechi e rendendo i processi più reattivi.
Ma il punto decisivo non è la tecnologia in sé. È il modo in cui viene progettata e inserita nell’organizzazione. La differenza la fa chi riesce a trasformare tutto questo in un flusso continuo, automatico e leggibile. È l’approccio seguito da realtà come Simplum, che lavorano sull’integrazione tra sistemi, dati e processi prima ancora che sugli strumenti.
Quando l’IA viene applicata con metodo, il funzionamento cambia. I dati vengono centralizzati e analizzati in modo continuo. Le anomalie vengono segnalate prima che diventino problemi e la manutenzione diventa predittiva anziché reattiva. Le informazioni arrivano direttamente a chi deve agire: produzione, qualità, manutenzione, supply chain.
È qui che molte aziende si fermano. Parlano di intelligenza artificiale, ma faticano a portarla davvero nei processi, non tanto per limiti tecnologici quanto per la mancanza di un accompagnamento strutturato.
In questi contesti, la consulenza diventa un elemento decisivo. Non come supporto occasionale, ma come lavoro continuo sui processi e sull’evoluzione dei sistemi. È l’approccio adottato da Simplum, che affianca le aziende non solo nell’introduzione dell’AI, ma anche nella sua gestione quotidiana e negli interventi correttivi quando necessario.
Quando tecnologia, integrazione e consulenza procedono insieme, l’intelligenza artificiale smette di essere un argomento di discussione. Diventa un’infrastruttura operativa. E i dati, finalmente, iniziano davvero a lavorare per l’azienda.
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