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Urbanistica
19.04.2026 - 11:16
L’ente locale decise di "congelare" il permesso a costruire, in attesa di una nuova polizza fidejussoria valida, che non è mai arrivata
Il Tar del Veneto ha dato ragione al Comune di Mira in merito all'intricata questione della fidejussione falsa e dello stop al permesso a costruire. Si tratta nello specifico della lottizzazione in corso in via delle Gardenie ad Oriago.
Ma ecco i fatti. Lo scorso anno, il sindaco Marco Dori si accorse di una polizza fidejussoria falsa a garanzia della realizzazione dell'opera pubblica che il Comune di Mira avrebbe ricevuto come contropartita di un permesso a costruire convenzionato relativo al completamento di una lottizzazione nei pressi di Piazza Mercato. A quel punto il Comune di Mira decise di "congelare" il permesso a costruire, in attesa di una nuova polizza fidejussoria valida, che però non è mai arrivata. Per tutta risposta, uno dei lottizzanti decise di ricorrere al Tar contro la decisione del Comune.
Ne è nata una vertenza legale, con il Comune di Mira rappresentato dallo studio legale Lorigiola. Nelle scorse settimane è arrivata la sentenza, che dà pienamente ragione al Comune di Mira. Nella sua sentenza, il giudice amministrativo ha accolto le tesi difensive del Comune, riprendendo il legame intrinseco tra il rilascio del nuovo permesso a costruire convenzionato e la realizzazione dell'opera pubblica (con relativa garanzia fidejussoria). La vicenda è stata più volte affrontata anche in Consiglio Comunale. In quelle occasioni, l'amministrazione comunale ha ripercorso con dovizia tutto l'iter di una vicenda lunga e complessa.
Soddisfatto il Comune di Mira con il sindaco Dori. "Questa è la seconda volta che i giudici ci danno pienamente ragione su questa vicenda, a dimostrazione che quanto da noi fatto è corretto e volto a tutelare l'interesse pubblico - dice il sindaco di Mira Marco Dori. "Un ringraziamento agli uffici - aggiunge il vicesindaco Gabriele Bolzoni, con delega all'Edilizia Privata - perché hanno sempre dimostrato professionalità su questo procedimento complesso, volto a tutelare in primis l’interesse pubblico generale. E non si sono mai sottratti a spiegare nel dettaglio quanto fatto e le motivazioni che hanno condotto alla sospensione del permesso a costruire. Come da impegni presi, informeremo della sentenza e discuteremo di questa sentenza anche in sede di commissione\".
Non erano mancate su questa questione prese di posizioni differenti da parte delle forze politiche.
Alessandro Abbadir
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