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Cuore nuovo a 11 mesi: trapianto record salva una bimba di 8 chili

Intervento eccezionale all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona: è tra i pochi casi in Italia sotto l’anno di età

Cuore nuovo a 11 mesi: trapianto record salva una bimba di 8 chili

Da sinistra i dottori Dal Corso, Russo, Gottin, il direttore Dott. Bravi, Luciani, San Biagio, Galeone

VERONA – Ha solo undici mesi e pesa appena otto chili, ma ha già affrontato una delle sfide più dure: un trapianto di cuore. L’intervento, eseguito martedì 24 febbraio all’ospedale di Borgo Trento, segna un primato per Verona ed è tra i rarissimi casi in Italia su pazienti sotto i 12 mesi e sotto i 10 chili di peso.

La piccola, ricoverata dalla nascita per una grave cardiomiopatia dovuta a una mutazione genetica, aveva un’aritmia incompatibile con la vita. Dopo mesi in condizioni critiche, la diagnosi ha escluso ogni possibilità di guarigione spontanea. Da settembre era sostenuta dal “Berlin Heart”, un dispositivo di assistenza ventricolare che le ha permesso di crescere in attesa dell’organo compatibile.

La svolta nella notte tra il 23 e il 24 febbraio: arriva la chiamata per un donatore idoneo. L’équipe guidata dal professor Giovanni Battista Luciani parte per il prelievo e rientra a Verona per l’intervento, durato quattro ore. Il dispositivo viene rimosso e il nuovo cuore impiantato con successo.

Ora la bambina è ricoverata in Terapia intensiva cardio-toraco-vascolare, diretta dal professor Leonardo Gottin: è stata estubata, respira con assistenza non invasiva e interagisce con l’ambiente. Restano settimane delicate, prima del trasferimento in area pediatrica per la stabilizzazione della terapia immunosoppressiva.

Dal 1994 la Cardiochirurgia veronese è attiva nei trapianti di cuore; nel 2025 ha registrato 35 interventi, il numero più alto nel Nord Italia. La trapiantologia pediatrica è iniziata quattro anni fa: otto i piccoli già trapiantati, quattro in attesa.

“È una storia che ci ha profondamente coinvolti”, ha commentato il direttore generale Callisto Marco Bravi, ricordando anche “il gesto di grande generosità della famiglia del donatore”. Un atto che oggi fa battere un cuore nuovo.

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