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La Trentino Cup torna protagonista allo Stadio Briamasco

Nel corso del weekend del 25 e 26 aprile, 36 formazioni da tutto il mondo si daranno battaglia per conquistare la seconda edizione del torneo organizzato dall’A.C. Trento 1921, dedicato alla memoria di Lorenzo Basso.

Esultanza Feyenoord Rotterdam - prima edizione Trentino Cup

I festeggiamenti del Feyenoord Rotterdam, squadra vincitrice della prima edizione della Trentino Cup

Mentre la prima squadra del Trento veleggia in Serie C, la dirigenza non distoglie lo sguardo dai progetti legati ad un settore giovanile in continua crescita. Ne è la conferma, semmai ce ne fosse bisogno, l’appuntamento che prenderà forma nel weekend del 25 e 26 aprile prossimi, con la seconda edizione della “Trentino Cup – Memorial Lorenzo Basso” dedicata alla categoria pulcini. Una manifestazione creata e fortemente voluta dalla società del capoluogo, che punta ad avere nel proprio roster 36 squadre, suddivise tra formazioni professionistiche, provenienti da tutto il mondo, ed un blocco di chiara impronta regionale che vede la grande partecipazione delle società nostrane. Lo Stadio Briamasco, dunque, è pronto per colorarsi a festa, dando però anche un suo tocco nostalgico: infatti, il torneo sarà intitolato alla memoria di Lorenzo Basso, ex calciatore delle giovanili del Trento, prematuramente scomparso lo scorso febbraio all’età di 36 anni.

Saranno, in tutto, dieci le società di spicco al via, appartenenti ai campionati professionistici di tutto il mondo: oltre all’A.C. Trento 1921, padrone di casa, ci saranno infatti anche L.R. Vicenza, Calcio Padova, Hellas Verona, A.S. Roma, Parma Calcio 1913 per quanto riguarda il calcio del Belpaese. Inoltre, saranno a Trento anche gli austriaci dello Red Bull Salzburg, gli olandesi del Feyenoord Rotterdam, gli spagnoli del RCD Espanyol e, la novità assoluta, i cinesi dello Zest Boys.

Un mix perfetto per garantire il giusto spettacolo a chi siederà in tribuna per godersi l’intero evento, nonché lo scenario giusto per permettere ai tanti ragazzi di potersi misurare l’un l’altro con realtà totalmente differenti dalle loro. Un’iniziativa dal chiaro valore umano, oltre che sportivo, per crescere uomini ancor prima che calciatori, insegnando i veri valori dello sport e del rispetto reciproco.

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