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Alcuni ordini del giorno del PD propongono misure per incentivare le professioni sanitarie

Politiche per la casa, incentivi economici, garanzie di progressione di carriera: sono gli strumenti proposti

Cia (sx)e Zanella (a dx)

I consiglieri Cia e Zanella

Nella sanità la sfida per l’attrattività si vince su retribuzioni, organizzazione, carriere e casa”: lo scrivono in un comunicato i consiglieri del Partito Democratico Paolo Zanella e Francesca Parolari. Dopo l’approvazione del disegno di legge provinciale Zanella/Cia sugli incentivi economici per i corsi infermieri e OSS, il PD pensa ad altri strumenti. Una serie di Ordini del Giorno emendati e approvati traccia la via ai prossimi passi legislativi.

Paolo Zanella, consigliere provinciale del PD, cofirmatario del disegno di legge e degli ordini del giorno condivisi con la collega Francesca Parolari, commenta: “ Il disegno di legge che è stato approvato ieri prevede incentivi per gli studenti della laurea in infermieristica di 6.000 €, 1000 € al primo anno, 2000 € al secondo, 3000 € al terzo, e 2000 € per chi si iscrive ai corsi per OS. Perché? Perché sono le due professioni in assoluto più carenti all'interno del sistema sanitario nazionale e provinciale, e quando vengono banditi i posti annuali non si riescono nemmeno a coprire. I posti banditi e quindi è un incentivo per provare a far sì che le persone si iscrivano”.

Questa è solo una misura, tuttavua, che deve necessriamente affiancarsi da altre.Servono anche altri interventi – dice Zanella - tra questi, serve sicuramente aumentare le retribuzioni dei professionisti sanitari che sennò fuggono verso posti dove sono meglio remunerati anche verso l'estero. Sicuramente servono politiche della casa, su queste abbiamo presentato ordini del giorno, e serve armonizzazione dei contratti fra ASUIT (l’azienda sanitaria universitaria provinciale integrata) e APSP, e poi dobbiamo garantire possibilità di progressione di carriera e anche una riorganizzazione che sgravi comunque questi professionisti da tutte le mansioni improprie che attualmente assolvono all'interno della sanità”.

Nella sanità la sfida per l’attrattività si vince su retribuzioni, organizzazione, carriere e casa”: lo scrivono in un comunicato i consiglieri del Partito Democratico Paolo Zanella e Francesca Parolari. Dopo l’approvazione del disegno di legge provinciale Zanella/Cia sugli incentivi economici per i corsi infermieri e OSS, il PD pensa ad altri strumenti. Una serie di Ordini del Giorno emendati e approvati traccia la via ai prossimi passi legislativi.

Paolo Zanella, consigliere provinciale del PD, cofirmatario del disegno di legge e degli ordini del giorno condivisi con la collega Francesca Parolari, commenta: “ Il disegno di legge che è stato approvato ieri prevede incentivi per gli studenti della laurea in infermieristica di 6.000 €, 1000 € al primo anno, 2000 € al secondo, 3000 € al terzo, e 2000 € per chi si iscrive ai corsi per OS. Perché? Perché sono le due professioni in assoluto più carenti all'interno del sistema sanitario nazionale e provinciale, e quando vengono banditi i posti annuali non si riescono nemmeno a coprire. I posti banditi e quindi è un incentivo per provare a far sì che le persone si iscrivano”.

Questa è spolo una misura, tuttavua, che deve necessriamente affiancarsi da altre.Servono anche altri interventi – dice Zanella - tra questi, serve sicuramente aumentare le retribuzioni dei professionisti sanitari che sennò fuggono verso posti dove sono meglio remunerati anche verso l'estero. Sicuramente servono politiche della casa, su queste abbiamo presentato ordini del giorno, e serve armonizzazione dei contratti fra ASUIT (l’azienda sanitaria universitaria provinciale integrata) e APSP (comparto locale dei servizi di assistenza sanitaria), e poi dobbiamo garantire possibilità di progressione di carriera e anche una riorganizzazione che sgravi comunque questi professionisti da tutte le mansioni improprie che attualmente assolvono all'interno della sanità”.

Inoltre, scrivono nel testo Parolari e Zanella, serve Garantire incentivi economici anche agli studenti delle altre professioni sanitarie nel caso in cui calassero le iscrizioni ai corsi di laurea”.


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