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28.06.2023 - 11:16
Su 24 anni di servizio complessivo, non ha lavorato per ben 20 anni. È la storia che riguarda una professoressa di storia e filosofia di una scuola secondaria di Chioggia, Cinzia Paolina De Lio. Dopo 10 anni di assenza, per i seguenti 14 era stata in gran parte in malattia e nei soli 4 mesi di fila effettivamente presente gli studenti avevano lamentato la sua impreparazione e disattenzione: distratta nelle interrogazioni dal telefono, scriteriata nel mettere i voti, confusa e imprecisa nelle spiegazioni, costantemente senza libro di testo. Troppe le inadempienze riportate dagli studenti. E così era scattata l’ispezione ministeriale, che aveva definito le modalità della docente come “incompatibili con l’insegnamento”: addirittura nei programmi di fine anno il numero di ore dedicato alla spiegazione dei diversi argomenti era fittizio e alcuni argomenti segnati come trattati non erano invece mai stati affrontati. Il Miur aveva dunque optato per il sollevamento dall’incarico della professoressa e ora la decisione è stata confermata anche dalla Corte di Cassazione, che ha confermato la destituzione dell’insegnante per “inettitudine permanente e assoluta”, nonostante i suoi tentativi di rifarsi alla cosiddetta “libertà di insegnamento”. La Cassazione ha tuttavia respinto l’invocazione della donna con il verdetto 17897 della Sezione Lavoro, il quale sostiene che “la libertà didattica comprende una autonomia nella scelta di metodi appropriati di insegnamento, ma questo non significa che l'insegnante possa non attuare alcun metodo o che possa non organizzare e non strutturare le lezioni”.
Si conclude così dunque la vicenda chioggiotta di “cattiva scuola”, nella speranza che ora gli studenti possano contare su un insegnante più presente e più preparato per la loro formazione.Edizione
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