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A Palazzo della Loggia dal 3 gennaio

Noale, in mostra gli scatti di Emanuele Scicolone sui riti propiziatori in Veneto

In occasione della "Pirola Parola", il falò il cui fumo e scintille vengono interpretati per trarre auspici per l'anno nuovo

Noale, in mostra gli scatti di Emanuele Scicolone sui riti propiziatori in Veneto

Ha percorso il Veneto con una Leica a pellicola per fermare in bianco e nero roghi solstiziali, riti arborei, carnevali alpini, sposalizi col mare, transumanzeDalle Dolomiti alla Laguna, dalle campagne alle colline, Emanuele Scicolone ha raccolto un atlante di gesti antichi che scandiscono l’inverno. Ora quelle immagini approdano a Noale in dialogo con la Pirola Parola, il grande falò che apre l’anno.

La mostra s’intitola “L’eterno ritorno. Riti propiziatori in Veneto” ed è organizzata dalla Pro Loco con l’egida della Città di Noale. L’inaugurazione è fissata per sabato 3 gennaio 2026 alle 16.30 nelle sale di Palazzo della Loggia. Le stampe, realizzate in camera oscura, restituiscono la materia dei riti: il fumo, la legna, i volti, la neve, i mantelli dei figuranti. A ispirare il progetto è il saggio di Mircea Eliade Il mito dell’eterno ritorno, che lega rito e memoria.

È una ricerca antropologica sulle origini dei primi culti, in particolare quello del sole e quello della luna, quando il calendario seguiva Equinozi e Solstizi e i tempi della terra – spiega Scicolone -. Il Veneto è per secoli stato una regione agricola: filò, stalle, racconti di Anguane e Salbanelli sono scivolati nel folclore. Ho voluto documentare questa cultura per farne memoria”. Un obiettivo condiviso con le Pro Loco, a partire da quella di Noale, che custodiscono e rinnovano le pratiche comunitarie.

Il bianco e nero asciuga l’aneddoto e apre al simbolo: il cerchio del fuoco, l’asse dell’albero, il corteo mascherato diventano figure di un tempo ciclico, in cui il presente rievoca l’atto degli antenati. La mostra sarà aperta sabato 3, 10 e 17 e domenica 4, 11 e 18 gennaio: il sabato dalle 15 alle 19; la domenica anche al mattino dalle 10 alle 12. Un’occasione per guardare i riti da vicino e interrogarsi su ciò che, ogni anno, ritorna.

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