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Parco Buzzaccarini, due anni di giustizia riparativa: Ekopark reintegra la comunità e ora il bando decide il futuro

Al Parco Buzzaccarini giustizia riparativa e cura del verde: due anni di lavori di pubblica utilità gestiti da Ekopark che hanno reinserito persone e prodotto risultati concreti, mentre la convenzione arriva a scadenza

Parco Buzzaccarini, due anni di giustizia riparativa: Ekopark reintegra la comunità e ora il bando decide il futuro

Il Parco Buzzaccarini si conferma non solo uno spazio verde e sociale della città, ma anche un laboratorio di giustizia riparativa. A due anni dall’avvio della convenzione tra l’associazione Ekopark, che gestisce gli spazi, e il Tribunale di Padova per lo svolgimento dei Lavori di pubblica utilità, il bilancio restituisce l’immagine di un progetto che unisce inclusione, responsabilità e cura del territorio.

L’accordo, firmato nel 2023, ha sottolineato come Ekopark sia l’unico ente della cittadina murata ad aver attivato questo strumento, diventando un punto di riferimento per l’applicazione delle misure alternative alla detenzione. «Abbiamo scelto di mettere il Parco al servizio della comunità anche in questo modo» spiegano dall’associazione «perché crediamo che la riparazione del danno passi dal fare, dal prendersi cura di qualcosa che appartiene a tutti». Attraverso la convenzione, Ekopark accoglie persone ammesse alla Messa alla Prova o condannate al Lavoro di pubblica utilità, offrendo attività non retribuite ad alto valore sociale. Non si tratta di una “punizione” ma un percorso di responsabilizzazione: «Qui l’errore non isola» sottolineano i volontari «ma diventa occasione per ricostruire fiducia, restituendo qualcosa alla collettività».

Le attività si svolgono all’interno del Parco Buzzaccarini e riguardano principalmente la manutenzione delle strutture, la cura del verde e del giardino botanico. Un impegno quotidiano seguito da un tutor dell’associazione, incaricato di accompagnare le persone nel percorso e di garantire sicurezza e corretto svolgimento delle mansioni. Il primo bilancio dei due anni di attività ha visto 15 persone concludere positivamente il percorso, ottenendo un esito favorevole, altre 5 sono attualmente impegnate nelle attività, mentre 7 richieste sono in attesa di valutazione da parte del Tribunale. «Numeri che raccontano storie» spiegano da Ekopark «di persone che hanno trovato un’occasione concreta per rimettersi in gioco e di un parco che è diventato luogo di incontro, non di giudizio». Dati che evidenziano anche la necessità di ampliare la rete degli enti convenzionati sul territorio. Il Lavoro di Pubblica Utilità è infatti uno degli strumenti principali per l’estinzione di reati minori, come la guida in stato di ebbrezza. «Ci auguriamo che altri enti pubblici e associazioni seguano questo esempio» concludono i volontari «perché la giustizia riparativa funziona davvero solo se diventa una responsabilità condivisa». La gestione del Parco ora però si trova a un bivio, dato che la convenzione è arrivata al termine e il Comune ha già predisposto il nuovo bando per la gestione di uno degli spazi più preziosi, verdi e attivi socialmente della Bassa Padovana.

Giada Zandonà

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