Un messaggio di vicinanza umana e politica, ma soprattutto un richiamo forte ai valori della democrazia e dei diritti. È quello lanciato dall’onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, intervenuta a Ca’ Loredan durante l’incontro con la comunità iraniana promosso dal Comune di Venezia.
«Siamo di fronte a una sfida epocale – ha dichiarato Semenzato – rappresentata dal sistema teocratico che oggi governa l’Iran con energia e forza e che, purtroppo, costa la vita a migliaia di persone». Parole pronunciate davanti ai rappresentanti delle associazioni iraniane presenti in città, in un contesto carico di testimonianze, numeri e racconti di repressione, violenza e morte. «La nostra è una vicinanza sentita, prima di tutto umana – ha aggiunto – perché le grandi rivoluzioni le fanno le persone. È tempo che l’Iran abbia la sua democrazia e i suoi diritti, per le generazioni di oggi e soprattutto per quelle di domani».
Nel suo intervento, Semenzato ha sottolineato come per troppo tempo la voce del popolo iraniano sia stata schiacciata da una dittatura, ribadendo l’impegno delle istituzioni italiane a tenere alta l’attenzione internazionale. «È necessario che la nostra parola diventi valore comune di cambiamento – ha affermato –. In rappresentanza di questo Governo sono vicina al popolo iraniano, alle donne, agli uomini e ai giovani che su quelle strade stanno perdendo la vita».
Non casuale la scelta di Venezia come luogo dell’incontro. «Siamo in una città che da sempre è terra di scambi culturali e relazioni – ha ricordato Semenzato – e questa prospettiva vogliamo metterla a disposizione attraverso le nostre reti locali e nazionali. Come politici dobbiamo essere artefici di questo cambiamento e metterci concretamente a disposizione».
Un impegno che si traduce anche nell’annuncio di una prossima manifestazione di solidarietà, con Venezia pronta a schierarsi ancora una volta accanto agli uomini e alle donne iraniane. «Portare la democrazia in Iran è un dovere morale – ha concluso Semenzato –. Per le donne, per gli uomini, per i ragazzi e le ragazze iraniane, noi ci siamo».
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