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Violenza economica, la svolta passa dal lavoro e dall’autonomia
06.02.2026 - 09:39
«L’indipendenza economica rende le donne libere». Con questo messaggio netto e diretto della deputata Martina Semenzato, presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, si è aperto nel pomeriggio di ieri, al Municipio di Mestre, il convegno “Donne, lavoro, libertà”.
L’incontro, promosso dal Comitato Impresa Donna di CNA Venezia in collaborazione con la presidenza del Consiglio comunale e il Centro Antiviolenza, ha registrato una partecipazione ampia e qualificata di istituzioni, associazioni e cittadini, confermando quanto il tema dell’autonomia economica sia centrale in un percorso di reale emancipazione femminile.
Nel suo intervento, Semenzato ha portato il punto di vista nazionale, puntando l’attenzione su una forma di abuso ancora poco riconosciuta: la violenza economica. «Nella lotta alla violenza di genere dobbiamo cambiare paradigma: non donne viste solo come vittime, ma protagoniste di una cittadinanza attiva», ha spiegato, ricordando come la Convenzione di Istanbul includa esplicitamente anche la violenza economica accanto a quella fisica e psicologica.
I numeri restituiscono un quadro preoccupante: il 62% delle donne che si rivolgono ai Centri antiviolenza non è economicamente indipendente. Spesso l’escalation parte proprio dall’isolamento finanziario, mascherato da presunta protezione: rinunciare al lavoro, non avere un conto corrente personale, lavorare senza retribuzione nell’impresa familiare o firmare contratti senza piena consapevolezza. Situazioni che diventano trappole, soprattutto nei momenti di separazione.
Semenzato ha annunciato il deposito di un’inchiesta parlamentare sulla violenza economica, frutto di quasi 80 audizioni, con 15 punti di indirizzo, tra cui il riconoscimento normativo nel codice penale e l’attivazione di sportelli dedicati. Centrale anche la proposta di educazione economico-finanziaria fin dall’infanzia e la diffusione di strumenti già esistenti, come il reddito e il microcredito di libertà.
Dal territorio, la presidente del Consiglio comunale di Venezia Ermelinda Damiano ha ribadito l’importanza del lavoro di rete tra istituzioni e servizi per accompagnare le donne verso l’autonomia. CNA Venezia ha infine evidenziato il valore dell’autoimprenditorialità femminile come leva concreta di autodeterminazione. Un percorso che passa dal lavoro per arrivare alla libertà.
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