Verona entra ufficialmente nel Museo Diffuso del Risorgimento (MUDRI). Il Consiglio comunale ha approvato con 21 voti favorevoli e 11 astenuti la delibera che dà il via libera alla convenzione per lo sviluppo e la valorizzazione del progetto, ai sensi dell’articolo 30 del Testo unico degli enti locali.
A presentare il provvedimento è stata l’assessora alla Cultura e Turismo Marta Ugolini, che ha definito l’adesione «non un semplice adempimento amministrativo, ma un investimento sulla capacità della città di fare rete e valorizzare la propria identità storica».
Il MUDRI si fonda su un modello di “museo diffuso”: non un unico edificio che raccoglie reperti, ma un sistema territoriale che trasforma luoghi, monumenti e paesaggi in tappe di un percorso narrativo strutturato, arricchito da pannelli informativi, strumenti digitali e attività didattiche.
Nel processo risorgimentale Verona ebbe un ruolo strategico centrale: era il vertice principale del celebre Quadrilatero insieme a Peschiera del Garda, Mantova e Legnago. Sotto il comando del feldmaresciallo Radetzky, la città fu trasformata in una vera e propria città-caserma e rimase uno dei capisaldi dell’Impero asburgico fino alla Terza guerra d’indipendenza, entrando nel Regno d’Italia nel 1866.
Le tracce di quella stagione sono ancora oggi evidenti: dalla cinta magistrale con bastioni e forti esterni, all’Arsenale e al Provianda di Santa Marta, fino ai monumenti simbolici, alla toponomastica cittadina e alle collezioni dell’ex Museo del Risorgimento attualmente conservate nei depositi museali.
La convenzione approvata prevede l’ingresso di Verona in una rete coordinata dalla Provincia di Mantova, che riunisce oltre 60 soggetti tra Comuni, associazioni e istituti di ricerca. L’obiettivo è creare itinerari tematici, promuovere il turismo culturale, sviluppare strumenti didattici e partecipare a bandi europei, inserendo la città in un circuito interregionale.
Tra le città del quadrilatero mancava all'appello solo il capoluogo scaligero: Mantova, Peschiera e Legnago hanno già aderito da alcuni anni. Nel Veronese, oltre Legnago e Peschiera, è inserita nella rete del museo diffuso anche Villafranca. Si rafforza così anche nella provincia scaligera la dimensione territoriale del progetto e la collaborazione tra enti locali nella valorizzazione della storia risorgimentale.