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Terzo bando a Ponte San Nicolò: area centrale in cerca di rilancio, base d'asta 407.200 euro

Terzo bando per l'area tra via Torino e via Roma: base d'asta ridotta a 407.200 euro, gara il 18 maggio per rilanciare oltre 2.170 m² con demolizione dell'ex edificio pubblico e valorizzazione residenziale e commerciale.

PSN edificio in vendita

Nuovo tentativo per l’area comunale tra via Torino e via Roma, con il Comune che lancia il terzo bando di asta pubblica dopo i due precedenti esperimenti andati deserti. Il primo risale al 2023, con una base di 509 mila euro, il secondo nel 2025 scese a 458.100 euro, senza suscitare interesse. Ora si riparte con un ulteriore adeguamento: il prezzo a base d’asta è fissato a 407.200 euro, con offerte al rialzo. La gara è in programma il 18 maggio alle 10 presso il municipio, mentre le offerte dovranno essere presentate entro il 5 maggio. L’area, di oltre 2.170 metri quadrati, è situata in zona centrale, a ridosso di piazza Liberazione e lungo l’asse della Ss 516, e rappresenta una delle poche opportunità di rigenerazione urbana attualmente disponibili nel territorio comunale. Comprende l’ex edificio pubblico, in passato scuola media e sede di servizi comunali, dismesso da oltre vent’anni e destinato alla demolizione. Una posizione strategica, facilmente accessibile e già servita, che conferisce al compendio un potenziale significativo sia sotto il profilo residenziale che commerciale.

“Parliamo di un’area centrale con possibilità concrete di sviluppo” sottolinea il vicesindaco e assessore al patrimonio Leonardo Volpin, “abbiamo confermato condizioni chiare e trasparenti per favorire la partecipazione e attrarre investimenti qualificati. Non è semplicemente una dismissione, ma un’opportunità per attivare un progetto capace di generare valore urbano, sociale ed economico”. L’edificio fu realizzato tra il 1937 e il 1939 su progetto dell’ingegner Giacomo Turcato, in un’area che fino al 1936 ospitava il campo sportivo Umberto Maddalena. Nato come casa del fascio grazie a un contributo statale destinato ad opere per orfani di guerra, l’immobile ha avuto diverse funzioni nel tempo: durante l’occupazione inglese ospitò concerti e attività ricreative, nel dopoguerra divenne casa del popolo e dopolavoro, ambulatorio e sede di servizi pubblici, fino a essere ristrutturato come scuola media nel 1962. Successivamente accolse uffici dei vigili urbani e una succursale comunale. Con il trasferimento degli uffici nel 2004, l’edificio è rimasto inutilizzato e i ripetuti interventi di ristrutturazione ne hanno compromesso il valore originario, portando al via libera regionale per la demolizione.

“L’auspicio” aggiunge il sindaco Gabriele De Boni “è che si attivi un progetto di qualità, capace di integrarsi con l’area circostante e contribuire alla riqualificazione complessiva del quartiere. La valorizzazione del patrimonio pubblico deve trasformare le criticità in opportunità concrete, migliorando la qualità urbana e la vita della comunità”.

Alessandro Cesarato

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