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CULTURA
13.04.2026 - 22:25
La conferenza stampa di consegna della borsa di studio in una delle edizioni degli anni precendenti
A Verona torna sotto i riflettori il ruolo degli assistenti sociali, tra riconoscimento del merito e necessità di superare stereotipi ancora diffusi. Venerdì 17 aprile, all’Auditorium dell’Istituto Lavinia Mondin, si terrà la cerimonia di premiazione della Borsa di studio “Simonetta Perazzoli”, accompagnata da una mattinata di approfondimento dedicata al valore e alle sfide della professione.
Il riconoscimento, promosso dall’Area Servizi sociali del Comune, è intitolato a Simonetta Perazzoli, assistente sociale scomparsa prematuramente nel 2011, figura che ha lasciato un segno profondo nella comunità cittadina e professionale. Quest’anno la borsa, del valore di 1.500 euro, sarà assegnata a Nicole Caslini, studentessa del corso di laurea in Servizio sociale dell’Università di Verona, per una tesi dedicata al programma P.I.P.P.I., intervento nazionale per la prevenzione dell’istituzionalizzazione dei minori.
L’elaborato analizza l’esperienza concreta del progetto sul territorio veronese, attraverso interviste agli operatori e una sperimentazione sul campo, offrendo uno sguardo sulle metodologie e sul lavoro quotidiano con le famiglie vulnerabili.
«Un appuntamento annuale per ricordare una nostra operatrice», ha spiegato l’assessora alle Politiche sociali Luisa Ceni, sottolineando come la giornata rappresenti anche «un’occasione per riflettere sul ruolo dell’assistente sociale». Una figura, ha aggiunto, che «aiuta le persone – soprattutto le più fragili – a far valere i propri diritti, ma che spesso viene misconosciuta o raccontata in modo distorto».
Sulla stessa linea Giorgio Gosetti, presidente del corso di laurea: «Questo premio ci permette di mettere in luce le competenze degli assistenti sociali e il lavoro svolto sul territorio, contrastando stereotipi facili e avvicinando i giovani a questo percorso di studi».
La figura di Simonetta Perazzoli resta il punto di riferimento ideale dell’iniziativa: professionalità, ascolto e rispetto delle persone sono i valori che hanno caratterizzato il suo operato e che oggi la borsa di studio intende trasmettere alle nuove generazioni.
La mattinata non sarà solo celebrativa. Dopo la premiazione, spazio agli studenti, che presenteranno un progetto realizzato per la Giornata mondiale del Servizio sociale 2026, offrendo il punto di vista di chi si affaccia alla professione in un contesto complesso.
A seguire, un dialogo con Rosetta Quattrocchi, assistente sociale e autrice dei romanzi Il cacciatore di orchi ed E poi ci siamo scelti, opere ispirate alla sua esperienza professionale e incentrate sui temi della tutela dei minori e dell’affido familiare.
Formazione, pratica e narrazione si intrecciano così in un unico filo conduttore: raccontare il Servizio sociale non solo come mestiere, ma come impegno civile. Un’occasione per restituire complessità e dignità a una professione fondamentale, e per promuovere una società più consapevole, inclusiva e solidale.
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