Si chiude con numeri robusti la 58ª edizione di Vinitaly, che a Veronafiere registra 90mila presenze complessive, con una quota internazionale pari al 26% proveniente da 135 Paesi (in crescita rispetto al 2025). In fiera 4mila aziende e un quartiere espositivo al completo, mentre il progetto di incoming ha portato a Verona oltre 1.000 top buyer da più di 70 nazioni, selezionati con ITA Agenzia. A questi si aggiungono 2mila giornalisti da 30 Paesi, confermando la portata globale della manifestazione. Tra i mercati più presenti si consolidano Germania, Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Svizzera, insieme ai principali Paesi europei, mentre cresce il peso delle aree emergenti: dalla Cina al Brasile, fino ad Australia, Messico e Sud-Est asiatico. Segnali di dinamismo arrivano anche dall’Africa, con delegazioni da dieci Paesi, e dall’Europa dell’Est, dove spicca la partecipazione dell’Ucraina.
Accanto ai flussi business, Vinitaly rafforza anche il legame con il pubblico e il territorio: 50mila token degustazione per Vinitaly and the City e quasi 100 eventi ufficiali tra convegni e tasting, a cui si sommano migliaia di iniziative negli stand. La manifestazione consolida inoltre il proprio ruolo strategico per il settore, tra internazionalizzazione e confronto istituzionale, con la presenza dei vertici del governo italiano e delle istituzioni europee. Tra le novità, lo sviluppo del format NoLo, il rafforzamento di Xcellent Spirits e la crescita di Vinitaly Tourism. In un contesto internazionale complesso, il bilancio è positivo anche per gli espositori, che confermano l’efficacia della fiera come piattaforma di business. E mentre si guarda già alla prossima edizione — in programma dall’11 al 14 aprile 2027 — Verona ribadisce il proprio ruolo centrale nel promuovere il vino italiano sui mercati globali.
Nel video l'inizio del flash mob dedicato alla storia e alla cultura del vino, il giorno dell'inaugurazione e poi replicato, a cura degli allievi della Peparini Accademy