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Cultura e tradizione

Ville venete e vino, un sistema da oltre 170 milioni che unisce tradizione, export e turismo

Dalla produzione agricola all’accoglienza dei visitatori, cresce il peso economico delle dimore storiche del Veneto: presentati al Vinitaly dati, progetti e una nuova mappa per scoprire le eccellenze locali

Le Ville Venete non sono soltanto simboli della storia e dell’arte del Veneto, ma si confermano anche un pilastro dell’economia regionale legata al vino. Un comparto che supera i 170 milioni di euro e si sviluppa su oltre 1.400 ettari coltivati, con una forte apertura ai mercati esteri.

I numeri sono stati presentati oggi al Vinitaly 2026, durante un incontro ospitato nel padiglione regionale. L’appuntamento ha offerto un’anticipazione della ricerca “Ville Venete Re-Birth”, promossa dall’Associazione Ville Venete APS con il supporto della Regione.

Dai dati emerge un sistema produttivo radicato nel territorio ma capace di guardare oltre i confini nazionali. Più di un terzo delle ville agricole produce vino, spesso con una storia che supera i cento anni, e una parte consistente della produzione è destinata all’estero.

Accanto alla produzione cresce anche il turismo legato al vino: le dimore storiche stanno diventando mete sempre più richieste da chi cerca esperienze che uniscano degustazioni, cultura e paesaggio. Non a caso, oltre la metà dei visitatori stranieri si mostra interessata a visitare aziende vinicole inserite in contesti storici.

Proprio in questa direzione si inserisce il debutto del “Grand Tour Wine & Delicacies”, una nuova mappa turistica pensata per guidare visitatori e appassionati alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del Veneto. Il percorso attraversa ville e territori, mettendo in rete prodotti come vino, olio, miele e riso, e valorizzando il legame tra agricoltura e patrimonio culturale.

Nel corso dell’evento è stato presentato anche un video promozionale che utilizza immagini d’epoca rielaborate con tecnologie digitali per raccontare la storia delle ville, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico a questi luoghi attraverso nuovi linguaggi.

Il quadro che emerge è quello di un sistema articolato, dove produzione agricola, ospitalità ed eventi convivono e si rafforzano a vicenda. La qualità resta un elemento centrale: tutte le realtà coinvolte presentano almeno una produzione certificata, mentre si amplia la varietà dei vini, tra rossi, bianchi, spumanti e rosé.

Forte anche l’identità locale: una parte significativa della produzione deriva da vitigni tipici del Veneto, contribuendo a mantenere saldo il legame con il territorio.

Il risultato è un modello che intreccia economia, cultura e turismo, trasformando le Ville Venete in una risorsa strategica per lo sviluppo dell’intera regione.

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