Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Sanità

Padova, Dal Ben chiude un ciclo: cantieri, progetto Padova Est e l'Irccs di Pediatria ancora in sospeso

Fine di un mandato tra cantieri e continuità: Dal Ben lascia un'agenda di grandi opere, il dossier Padova Est e l'accento sul capitale umano

Si chiude una stagione ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Sabato 28 febbraio Giuseppe Dal Ben concluderà il mandato da direttore generale, al termine di anni segnati da cantieri strategici, riorganizzazioni interne e dalla gestione quotidiana di una macchina complessa, tra emergenze e programmazione. Un passaggio che archivia una fase rilevante per l’ospedale padovano, accompagnata dall’avanzamento dei grandi progetti strutturali e dal percorso verso il nuovo polo di Padova Est.

Nel bilancio di fine incarico, Dal Ben sceglie di partire dalle persone. «La cosa che mi porto via più di tutte è il rapporto con i professionisti dell’azienda – afferma – perché senza dialogo, confronto e lavoro di squadra non si va avanti». Un richiamo al capitale umano, dai medici agli infermieri, dagli operatori ai tecnici e amministrativi, indicato come leva decisiva per affrontare trasformazioni complesse. Centrale, aggiunge, anche la sinergia con Regione, Comune e Università, determinante sia per il progetto di Padova Est sia per gli interventi sul complesso del Giustinianeo: «Sono percorsi che richiedono regia, dialogo e continuità».

Ed è proprio la continuità il filo conduttore del messaggio al successore. Dal Ben consegna un’agenda fitta, con opere già impostate e il dossier del nuovo ospedale da accompagnare nelle prossime tappe: «Il percorso per Padova Est deve andare avanti, dalla validazione del progetto fino alla gara e alla realizzazione».

Nel consuntivo non manca un rammarico: il riconoscimento dell’Irccs di Pediatria, su cui l’Azienda aveva investito risorse e progettualità, ma che non ha ancora ottenuto il via libera ministeriale. «È un progetto in cui abbiamo creduto molto e che avrei voluto chiudere. Mi auguro possa proseguire».

Quanto al futuro personale, l’ormai ex direttore generale non si sbilancia. Parla di obiettivi e interessi da coltivare, esclude l’idea di fermarsi, ma lascia intendere che l’esperienza alla guida dell’ospedale potrebbe rappresentare l’ultimo capitolo di un lungo percorso nella sanità pubblica. Una chiusura senza clamori, nel segno della continuità amministrativa e delle opere ancora da portare a compimento.





Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione