L’importanza del farmaco galenico nella terapia del dolore

La preparazione di prodotti galenici rientra tra i compiti professionali che la legge attribuisce al farmacista, il quale realizza preparati con l’obbligo di uno scrupoloso e attento rispetto delle normative vigenti che ne regolano la materia. Come riferimento ha il testo unico delle leggi sanitarie e la Farmacopea Ufficiale. Le condizioni secondo cui operare sono indicate dalle norme di buona preparazione dei medicamenti in farmacia, la cui funzione è quella di uniformare le metodiche di preparazione al fine di garantire l’efficacia,la sicurezza e la qualità del prodotto galenico finale. Una delle ragioni per cui il medico ricorre al farmaco Galenico è il Dolore cronico, uno dei principali problemi di salute a livello mondiale e prima causa di richieste di cure mediche. Mentre il dolore acuto può essere conseguenza di un trauma ,quello cronico deve essere ritenuto una vera e propria malattia spesso sotto-stimata e non trattata adeguatamente.
Una recente indagine Europea ne ha evidenziato le enormi conseguenze per i malati, l’economia e per la società. Qualunque ne sia la causa è invalidante e altera le capacità fi siche e psicologiche di chi ne soffre con notevoli ripercussioni nella famiglia e nelle relazioni in generale. Ed è in tale contesto che trova ragione il Galenico Magistrale che offre notevoli vantaggi rispetto ai farmaci industriali. Infatti, da la possibilità al medico ed al paziente di percorrere la cosiddetta “scala analgesica” ritardando e talvolta evitando il ricorso agli oppiacei forti. Consente una personalizzazione sia del dosaggio che della forma farmaceutica; generalmente si preferisce quella orale per garantire al paziente maggiore autonomia (gocce, capsule, sciroppi, compresse). Molto spesso il Medico ricorre ad associazioni adiuvanti alla terapia analgesica (ansiolitici, antidepressivi, anticonvulsivanti, neurolettici) in modo tale da ottenere un’unica forma farmaceutica a somministrazione unica (la dove non vi siano incompatibilità fi siche e chimiche)in modo tale da migliorare l’aderenza alla terapia stessa.
Naturalmente per far fronte a tali richieste il farmacista dovrà impegnarsi in una rinnovata disponibilità a mantenere il proprio laboratorio fornito di tutte quelle sostanze necessarie a soddisfare il fabbisogno del medico e dei propri pazienti e al tempo stesso ,dovrà impegnarsi a rimanere “attivo” dal punto di vista professionale apprendendo tutte le metodiche necessarie secondo scienza. In questo modo medico e farmacista non solo avranno rinnovato e consolidato quell’antico rapporto di corretta collaborazione che la tradizione ci tramanda ma, ciò che più conta, avranno ribadito il contenuto professionale ed etico di un ruolo fondamentale che essi svolgono su uno dei versanti più delicati e complessi della società qual è quello della tutela della salute pubblica.

 

Dott. Alberto Faggin

info@farmaciafaggin.it

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