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Alberto Trentini

Liberazione di Alberto Trentini: l’assessore Zuin (FI) esprime «grande soddisfazione» per il ritorno alla libertà

La gioia delle istituzioni venete e l’impegno diplomatico celebrati dall’esponente di Forza Italia

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L'assessore Michele Zuin

“Voglio esprimere la mia profonda soddisfazione per la liberazione di Alberto Trentini, mio concittadino veneziano residente, come me, nell’Isola del Lido di Venezia”. Così Michele Zuin, assessore della Città di Venezia per Forza Italia, ha commentato la notizia della liberazione del cooperante italiano detenuto in Venezuela per oltre un anno.

La liberazione di Trentini, avvenuta dopo 423 giorni di prigionia nel carcere di El Rodeo I a Caracas, è stata confermata nelle prime ore del 12 gennaio dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato come lui e un altro connazionale, l’imprenditore Mario Burlò, si trovino ora in sicurezza nella sede dell’Ambasciata italiana in Venezuela e stiano facendo rientro in patria.

Zuin ha raccontato di essersi svegliato all’annuncio della notizia già rilanciata dai telegiornali e di aver voluto immediatamente condividere la gioia attraverso i social, rivolgendosi in particolare alla comunità del Lido di Venezia. “Questa mattina – ha detto – le campane della chiesa di Sant’Antonio al Lido hanno suonato alle 7:00 in segno di festa. È una gioia sapere che Alberto è libero e sta tornando in Italia”.

L’assessore ha inoltre sottolineato di aver chiamato personalmente il ministro Tajani per complimentarsi e ringraziarlo per l’impegno profuso, spesso lontano dai riflettori, nel corso di una vicenda che ha tenuto in apprensione familiari, amici e comunità. “Al Ministro va il merito di aver creduto fino in fondo nella liberazione, usando la cautela, la calma e la determinazione necessarie in queste operazioni complesse”, ha affermato Zuin, evidenziando la speranza di poter presto riabbracciare Trentini.

La liberazione di Trentini, accompagnata da messaggi di sollievo e gratitudine da parte della famiglia e delle autorità italiane, segna la fine di una lunga vicenda di detenzione all’estero che aveva attirato l’attenzione anche delle istituzioni venete e nazionali.

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