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La fiaccola di Milano-Cortina 2026 accende Castelfranco

La fiaccola di Milano‑Cortina 2026 accende Castelfranco: migliaia in festa, la fiaccola del 1956 e tedofori con storie diverse

Fiaccola davanti alla Torre Civica

Foto dal profilo Facebook "Città di Castelfranco Veneto"

Una scia di entusiasmo ha attraversato Castelfranco Veneto con l’arrivo della fiaccola olimpica di Milano-Cortina 2026, trasformando il cuore della città in un grande palcoscenico di festa, partecipazione e identità.

Migliaia di persone, famiglie, scolaresche, associazioni sportive e semplici cittadini, hanno affollato le vie del centro per salutare il simbolo dei Giochi, lungo un percorso partito da Borgo Treviso, passato per piazza Giorgione e diretto verso Borgo Vicenza, in direzione Cittadella. Proprio in piazza Giorgione si è vissuto il momento più suggestivo della tappa castellana: accanto alla fiamma in viaggio verso il futuro era esposta una fiaccola originale delle Olimpiadi di Cortina 1956, le prime ospitate in Italia. Un ideale passaggio di testimone che ha unito la memoria sportiva del Paese con l’attesa per il grande evento del 2026, davanti a una folla colorata e partecipe. Una risposta che ha superato le aspettative, come ha sottolineato Stefano Marcon, nelle vesti di presidente della Provincia: «Un’occasione storica per Castelfranco e per tutta la Castellana. Il passaggio della fiaccola testimonia il legame di questo territorio con i valori dello sport ed è un motivo di grande orgoglio. Un evento che lascia il segno, testimoniato anche dalla grandissima partecipazione di pubblico. Evviva le Olimpiadi». Accanto a lui, la giunta comunale e numerosi sindaci del territorio hanno condiviso un momento che ha dato a Castelfranco una vetrina nazionale e internazionale.

Sulla stessa linea l’assessore allo sport Gianfranco Giovine: «Castelfranco è stata inserita in un palcoscenico mondiale, avendo anche la diretta sui canali Rai. Anche il comitato organizzatore ha apprezzato moltissimo l’affluenza di pubblico, che non si aspettavano così numerosa. Un vero successo per tutta la città e i suoi cittadini, che ha dimostrato il suo legame con il mondo sportivo, anche con la presenza di oltre trenta associazioni sportive». Sei i tedofori che si sono alternati nel tratto castellano, portando con sé storie e sensibilità diverse. Angelica Pasquin, 33 anni, di Fontaniva, ha corso lungo corso XXIX Aprile: «È stato un onore portare la fiaccola. Credo molto nel Veneto e nel nostro territorio e ritengo che le Olimpiadi siano un’importantissima vetrina mondiale, con ricadute anche per le infrastrutture e per favorire gli sport minori». Anna Ballardin, volontaria della Croce Rossa di Thiene, ha ricordato che «Nel nostro lavoro, come nello sport, contano coesione e fiducia reciproca». A sorprendere tutti è stato Huang Jen-Wen, arrivato appositamente da Taiwan per partecipare alla tappa di Castelfranco e ripartire in giornata. «Abbiamo festeggiato insieme a lui, tanto che ci ha anche offerto da bere – commentano alcuni cittadini – Si è innamorato di Castelfranco e ha promesso che tornerà». Un segno, forse, di come la fiamma olimpica sappia accendere non solo l’entusiasmo sportivo, ma anche legami inaspettati con una città che per un pomeriggio si è sentita al centro del mondo.

Leonardo Sernagiotto

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