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Venezia, Cendron: “Il centro storico sia riconosciuto zona disagiatissima”

La consigliera regionale de Le Civiche Venete firma la mozione di Avs: “Indennità per i medici, stop alla vendita degli alloggi Aulss e più servizi sanitari in laguna”

Venezia, Cendron: “Il centro storico sia riconosciuto zona disagiatissima”

Foto di repertorio

Riconoscere l’intero Distretto Venezia Centro Storico, Isole ed Estuario come “zona disagiatissima”. È questa la richiesta contenuta nella mozione presentata dal gruppo Avs e firmata anche dalla consigliera regionale Rossella Cendron (Le Civiche Venete).

“Basta rinvii: servono indennità per i medici, stop alle vendite degli alloggi pubblici e una sanità adeguata alla laguna”, afferma Cendron, sottolineando il rischio concreto che Venezia resti senza professionisti sanitari. Il costo della vita, la difficoltà nel reperire abitazioni e l’assenza di incentivi starebbero infatti spingendo sempre più medici e operatori a lasciare il territorio.

La mozione – presentata il 13 febbraio dal gruppo Avs – punta a ottenere per Venezia un riconoscimento simile a quello delle aree montane disagiate, con l’introduzione di indennità specifiche per medici e pediatri e strumenti capaci di compensare le criticità logistiche ed economiche della città lagunare.

Nel mirino anche le alienazioni del patrimonio immobiliare dell’AULSS 3 Serenissima. Tra le richieste figura lo stop immediato alla vendita degli immobili pubblici e la destinazione degli alloggi al personale sanitario a canone concordato, per contrastare la carenza di professionisti.

Il percorso che ha portato alla firma della mozione, spiega Cendron, è stato preceduto da diversi momenti di confronto sul territorio: dall’incontro a Palazzo Ferro-Fini con rappresentanti del mondo sanitario e con il consigliere comunale Marco Gasparinetti, fino all’assemblea ai Frari che ha riunito circa 150 cittadini per discutere le priorità per il futuro della città.

Tra le proposte contenute nel documento anche il potenziamento dei mezzi di soccorso lagunari – con l’ipotesi di soluzioni innovative come hovercraft o imbarcazioni foil – e l’attivazione di servizi sanitari h24, come la Casa di Comunità al Lido.

“Non possiamo permettere che Venezia diventi soltanto una vetrina turistica”, conclude la consigliera, chiedendo al Consiglio regionale un impegno condiviso per garantire servizi adeguati e tutelare la residenzialità.

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