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Curiosità
25.02.2026 - 11:30
Lago di Tovel
Incastonato tra le vette delle Dolomiti di Brenta, il Lago di Tovel è stato per decenni un'anomalia cromatica unica al mondo. Ogni estate, le sue acque si tingevano di un rosso vermiglio così intenso da sembrare denso, quasi solido. Poi, a metà degli anni '60, il sipario è calato: il fenomeno è svanito, lasciando dietro di sé una scia di interrogativi che ancora oggi affascinano scienziati e viaggiatori.
La leggenda: Il sacrificio della Principessa Tresenga
Prima che la microscopia entrasse in gioco, la spiegazione era affidata al mito. Si narra che la principessa Tresenga, regnante di Ragoli, rifiutò di sposare il re di Tuenno per preservare l'indipendenza del suo popolo. Ne scaturì una battaglia brutale sulle rive del lago; i soldati di Ragoli furono sterminati e il sangue della principessa, l'ultima a cadere, tinse le acque per sempre. Un racconto epico che, per secoli, è stato l'unica "verità" accettata dagli abitanti della val di Non.
La spiegazione scientifica: L'alga che amava il pascolo
La realtà è, se possibile, ancora più affascinante. Il responsabile del colore era un microrganismo unicellulare, la Tovellia sanguinea. Questa microalga accumulava pigmenti carotenoidi (simili a quelli delle carote) per proteggersi dai forti raggi UV dell'alta quota.
Tuttavia, l'alga non arrossava l'acqua per "abitudine", ma a causa di una fioritura esplosiva favorita da un ecosistema molto specifico:
Nutrienti organici: Le deiezioni del bestiame che pascolava nelle malghe circostanti venivano trasportate nel lago dalle piogge.
Azoto e Fosforo: Questi elementi agivano come un fertilizzante naturale, scatenando il cosiddetto "bloom" algale.
Il mistero della scomparsa: Un ecosistema troppo "pulito"?
Perché dal 1964 il rosso è sparito? Per anni si è temuto l'inquinamento, ma la verità è l'esatto opposto. Con il progressivo abbandono del pascolo tradizionale d'alta quota e la modernizzazione della gestione delle malghe, l'apporto di nutrienti organici è crollato.
Paradossalmente, il lago è diventato "troppo pulito" per permettere alla Tovellia di dominare sulle altre specie. Le acque sono tornate a essere un purissimo specchio turchese e verde smeraldo, bellissime ma, per i nostalgici, prive della loro "magia" inquietante.
Tovel oggi: Un laboratorio a cielo aperto
Oggi il lago è parte del Parco Naturale Adamello Brenta ed è monitorato costantemente dalla Fondazione Edmund Mach. Nonostante i tentativi di "riattivare" il fenomeno siano stati scartati per non alterare artificialmente la biodiversità, Tovel resta una lezione vivente di ecologia: ci insegna che anche un cambiamento apparentemente positivo (meno impatto zootecnico) può cancellare un fenomeno naturale millenario.
Il mistero non è più "cosa" tingesse il lago, ma se la natura, in un ciclo futuro, deciderà mai di restituirci quella sfumatura di sangue che lo rese leggenda.
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