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Trento, 45 mila euro per riportare l’acqua nelle fontane di largo Nazario Sauro e Sopramonte

Via libera della Giunta ai lavori di sistemazione e pulizia delle due storiche fontane: interventi durante l’estate e conclusione prevista entro la fine del 2026

La fontana della chiesa di Sopramonte

La fontana della chiesa di Sopramonte

Due fontane care ai trentini torneranno a zampillare entro la fine dell’anno. Si tratta della fontana di largo Nazario Sauro, nel cuore della città, e di quella settecentesca in piazza della Chiesa a Sopramonte. La Giunta comunale di Trento ha approvato uno stanziamento di 45 mila euro per rimettere in sesto entrambe le strutture e riattivare il flusso d’acqua ad uso pubblico.

Gli interventi partiranno in estate e riguarderanno una pulizia approfondita e il recupero delle parti rovinate dal tempo. In concreto, saranno eliminati polvere, terra, muschi e residui accumulati negli anni. Verranno tolte anche le aggiunte considerate non coerenti con la struttura originale, in particolare quelle realizzate con cemento, e saranno sistemati gli elementi che rischiano di staccarsi. Le piccole crepe saranno chiuse e, al termine, le superfici in pietra saranno protette con un trattamento specifico per preservarle dagli agenti atmosferici.

Per quanto riguarda la fontana di largo Nazario Sauro, durante i lavori si deciderà se rimuovere o meno l’elemento collocato in cima alla colonna, ritenuto poco in linea con l’impianto originario. La scelta sarà presa solo dopo un esame più approfondito delle parti in pietra.

La fontana di largo Nazario Sauro si trova oggi poco distante dalla sua collocazione iniziale, a lato di via San Martino, vicino alla chiesa settecentesca omonima. Risalirebbe con ogni probabilità all’Ottocento e farebbe parte del piano di ammodernamento avviato dal Comune a metà del XIX secolo, quando in città vennero installate, entro la fine dell’Ottocento, non meno di duecento fontane pubbliche.

Ancora più antica la presenza di una fontana nella piazza di Sopramonte, documentata già nel 1751. Con questo intervento, Trento recupera così due pezzi della propria storia, restituendo ai cittadini e ai visitatori un elemento identitario del paesaggio urbano, dal centro fino al sobborgo collinare.

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