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09.03.2026 - 12:04
Foto di repertorio
In Trentino cresce il malcontento sulle mense scolastiche. A riaccendere il dibattito è una petizione pubblicata sulla piattaforma Change.org da Monica Tabarelli De Fatis, che in pochi giorni ha raccolto 565 firme. L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: chiedere un miglioramento della qualità del cibo servito nelle scuole della provincia e un sistema più equo e trasparente di controllo del servizio.
Secondo la promotrice, il problema non è isolato ma riguarda numerosi istituti. "Negli ultimi cinque anni – racconta – i miei figli mangiano pochissimo durante il pranzo a scuola". Una situazione che, stando alle segnalazioni ricevute da genitori e studenti, si ripeterebbe in diverse scuole del territorio provinciale.
Molti bambini, riferiscono le famiglie, giudicano il cibo poco appetibile e cucinato in modo non adeguato. Il risultato è che una parte consistente dei pasti rimane nei piatti e finisce per essere buttata. Un fenomeno che, secondo la promotrice della petizione, rischia di avere conseguenze sul benessere e sul rendimento scolastico degli alunni.
"Non possiamo più ignorare un problema che riguarda la salute e lo sviluppo di tanti bambini", sottolinea Tabarelli De Fatis. L’appello chiede che venga garantito l’accesso a pasti realmente sani e nutrienti durante l’orario scolastico, ma anche che si introducano controlli più rigorosi sul servizio.
Tra le proposte avanzate nella petizione c’è la possibilità per i genitori di effettuare visite a sorpresa nelle mense scolastiche, senza preavviso ai gestori, per verificare direttamente la qualità dei pasti. Si chiede inoltre di consentire alle famiglie, in caso di forte insoddisfazione, di preparare da casa il pranzo per i propri figli.
Il tema ha già raggiunto anche il livello politico. La consigliera provinciale Eleonora Angeli ha annunciato di aver firmato la petizione, ricordando di aver sollevato la questione già in passato con un ordine del giorno presentato nel consiglio comunale di Trento.
All’epoca, spiegò, erano state segnalate diverse criticità: piatti serviti tiepidi o freddi, verdure non sempre di qualità adeguata e portate poco gradite agli studenti, con conseguente spreco di cibo. Nonostante le rassicurazioni ricevute allora sulla qualità del servizio, la consigliera ritiene oggi necessario tornare ad approfondire la situazione.
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