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Vicenza, 23 nuovi alberi dal “bosco temporaneo” della Basilica Palladiana diventano patrimonio stabile del Parco della Pace

La donazione trasforma un allestimento effimero in infrastruttura verde permanente per la città

Vicenza, 23 nuovi alberi dal “bosco temporaneo” della Basilica Palladiana diventano patrimonio stabile del Parco della Pace

Foto dell'evento

Un allestimento temporaneo che si trasforma in eredità duratura per la città. A Vicenza sono state ufficialmente consegnate e destinate alla messa a dimora definitiva 23 piante donate da ALA Assoarchitetti & Ingegneri al Comune, nell’ambito di un percorso che ha coinvolto anche Fondazione Gabaldo e il Premio Internazionale Dedalo Minosse.

La consegna si è svolta questa mattina al Parco della Pace, dove le alberature sono state collocate dopo il loro utilizzo lo scorso anno come parte del suggestivo “bosco temporaneo” allestito all’interno della Basilica Palladiana in occasione della XIII edizione del premio dedicato alla committenza di architettura.

Le specie — tra cui ginkgo biloba, aceri rossi e porpora, frassini, liquidambar, pioppi cipressini e canfore — andranno a costituire un nuovo sistema di verde ombreggiato, pensato per arricchire la qualità paesaggistica dell’area e accompagnarne la crescita nel tempo con variazioni cromatiche e stagionali.

All’evento hanno partecipato rappresentanti dell’amministrazione comunale, della Fondazione Gabaldo e di ALA Assoarchitetti & Ingegneri, che hanno sottolineato il valore simbolico e progettuale dell’iniziativa. Il Comune ha evidenziato inoltre come l’intervento si inserisca in un più ampio lavoro di pianificazione del verde urbano, collegato al masterplan in fase di elaborazione con il Politecnico di Milano.

«Non si tratta soltanto di piantumare nuovi alberi — è stato sottolineato — ma di costruire una visione di città in cui il verde diventa infrastruttura strategica per la sostenibilità e la qualità della vita».

Fondazione Gabaldo, che ha seguito il trasferimento e la cura delle piante dopo la rimozione dall’allestimento originario, garantirà la manutenzione per i prossimi due anni, con eventuali sostituzioni degli esemplari che non dovessero attecchire.

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