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Rafforzata la rete delle cure palliative nell’Ulss 5 Polesana

Attivi nuovi ambulatori negli ospedali di Rovigo e Adria: più integrazione tra oncologia e territorio per una presa in carico precoce e continuativa dei pazienti

Rafforzata la rete delle cure palliative nell’Ulss 5 Polesana

Foto dell'evento

Un passo avanti nel processo di integrazione tra ospedale e servizi territoriali. L’Azienda Ulss 5 Polesana avvia, dalla prossima settimana, i nuovi ambulatori di cure palliative all’interno dei reparti di Oncologia degli ospedali di Rovigo e Adria, rafforzando così la rete assistenziale dedicata ai pazienti fragili e cronici.

Il progetto nasce dalla collaborazione strutturata tra la UOC Oncologia, diretta dal dottor Domenico Corsi, e la UOC Cure Palliative guidata dalla dottoressa Stefania Daziale. L’obiettivo è garantire una risposta più tempestiva, qualificata e continuativa ai bisogni delle persone affette da patologie oncologiche e cronico-degenerative, con un approccio multidisciplinare centrato sulla qualità della vita.

I nuovi ambulatori fungeranno da snodo tra attività ospedaliera e servizi territoriali, favorendo una presa in carico anticipata e coordinata del paziente. Il servizio prevede valutazioni specialistiche, gestione dei sintomi e accompagnamento nei percorsi di cura, con particolare attenzione al supporto alle famiglie.

L’accesso sarà programmato e gestito da équipe multidisciplinari composte da medici, infermieri e altri professionisti sanitari, in stretta sinergia con i medici di medicina generale e con la rete dei servizi territoriali, per garantire continuità assistenziale lungo tutto il percorso di malattia.

“Si tratta di un ulteriore passo nel rafforzamento della nostra rete assistenziale – ha dichiarato il direttore generale Mauro Filippi – e conferma quanto sia centrale l’integrazione tra ospedale e territorio. Le cure palliative non coincidono con la sola fase terminale, ma rappresentano un elemento decisivo per la qualità della vita. Intervenire precocemente significa accompagnare pazienti e famiglie lungo tutto il percorso di cura, con dignità e appropriatezza.”

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