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Sviluppo industriale

Porto Marghera candidato a hub europeo delle terre rare, Speranzon: «Occasione storica per il Veneto»

Il progetto punta a rafforzare il ruolo strategico dell’area veneziana nelle nuove filiere industriali e nella sicurezza delle forniture: «Il territorio pronto a fare squadra»

Raffaele Speranzon

Raffaele Speranzon

Porto Marghera potrebbe diventare il primo centro europeo per lo stoccaggio delle materie prime strategiche, un progetto che accende i riflettori sul Veneto e sul suo ruolo nelle nuove dinamiche industriali del continente.

A sottolinearne l’importanza è Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario al Senato e coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, che parla di «una notizia di grande rilievo per il Veneto e per Venezia». Secondo Speranzon, questa prospettiva «rafforza il ruolo del nostro territorio nelle nuove filiere industriali europee e nella sicurezza degli approvvigionamenti», un tema sempre più centrale anche a livello internazionale.

L’ipotesi, spiega il senatore, è frutto di un lavoro avviato da mesi in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con il coinvolgimento della Regione Veneto, che si è mostrata disponibile. «Questo conferma ancora una volta la capacità del nostro territorio di fare sistema quando in gioco ci sono obiettivi strategici di questa portata», aggiunge.

Un contributo importante, viene evidenziato, è arrivato anche dal ministro Adolfo Urso attraverso i contatti con le istituzioni europee, passaggi che hanno reso più concreta la candidatura di Porto Marghera.

L’area industriale veneziana, infatti, viene indicata come particolarmente adatta grazie alla presenza di infrastrutture, competenze produttive e a una posizione logistica favorevole. «Ora è fondamentale proseguire con determinazione lungo questo percorso – conclude Speranzon – per trasformare questa opportunità in un risultato concreto per il Veneto e per l’Italia».

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