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Energia e conflitti, l’allarme di Stefani al Vinitaly: “Diversificare subito le forniture”

Il governatore del Veneto interviene da Verona: “Preoccupano i tempi della crisi in Medio Oriente. Serve pragmatismo sull’approvvigionamento energetico”

Alberto Stefani

Alberto Stefani

Dal palcoscenico del Vinitaly, il governatore del Veneto Alberto Stefani richiama l’attenzione sulle ricadute economiche del conflitto in Medio Oriente, sottolineando l’incertezza legata alla sua durata e gli effetti diretti sul sistema produttivo.

“Le preoccupazioni ci sono – ha dichiarato – soprattutto perché oggi non è possibile prevedere quanto a lungo si protrarrà questa crisi internazionale”. Un’incertezza che, secondo il governatore, si riflette su due livelli distinti ma strettamente connessi: da un lato quello geopolitico, “sotto gli occhi di tutti”, dall’altro quello economico, che impatta in maniera concreta su imprese e territori.

Al centro della riflessione, il nodo dell’energia. Stefani ha evidenziato come il tema dell’approvvigionamento sia ormai cruciale per la tenuta del sistema economico, in particolare per una regione fortemente industrializzata come il Veneto. “C’è un fronte economico che deve essere affrontato – ha spiegato – soprattutto per quanto riguarda l’energia”.

Descalzi, intervenendo a Roma a margine di un’iniziativa della Lega, ha sottolineato la necessità di riconsiderare alcune scelte strategiche: “Penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il primo gennaio 2027 sui 20 miliardi di gas che vengono dalla Russia”.

Non solo. Il numero uno di Eni ha invitato anche a mettere mano al sistema delle emissioni: “Suggerirei di rivedere anche l’Ets, la tassa su tutta l’industria pesante. Non dico che deve essere cancellata, ma deve essere sospesa oppure redistribuita, per non penalizzare ulteriormente un settore industriale che già deve pagare molto l’energia”.

Parole che rafforzano, secondo Stefani, la necessità di un approccio pragmatico alla crisi: diversificare le fonti, valutare tutte le opzioni disponibili – incluso il ritorno a forniture russe – e alleggerire i costi per le imprese energivore.

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