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Infermieri e OSS, via libera agli incentivi in Trentino ma resta il nodo della carenza di personale

Dal consiglio arriva l’ok unanime al disegno di legge che prevede borse da 6.000 euro per infermieristica e 2.000 per OSS, ma il PD chiede stipendi più adeguati, migliori condizioni di lavoro, percorsi di carriera e politiche per l’abitare

Il consigliere provinciale Paolo Zanella

Il consigliere provinciale Paolo Zanella

Approvato all’unanimità il disegno di legge unificato Zanella–Cia che introduce nuovi incentivi economici per gli studenti di infermieristica e per gli operatori socio-sanitari (OSS): 6.000 euro per i primi e 2.000 euro per i secondi. Una misura pensata per rendere più appetibili due percorsi formativi oggi segnati da una forte carenza di iscritti e di personale.

Secondo il primo firmatario Paolo Zanella, l’intervento è necessario per affrontare un’emergenza già evidente anche in altre aree del Nordest, dove iniziative simili sono già state avviate. Tuttavia, lo stesso provvedimento viene definito solo un primo passo: per risolvere davvero il problema servono interventi più ampi e strutturali.

Tra le priorità indicate figurano l’aumento e il riequilibrio delle retribuzioni, il miglioramento dell’organizzazione del lavoro nelle strutture sanitarie, maggiori possibilità di crescita professionale, l’ampliamento delle competenze e misure concrete sul fronte della casa, soprattutto nelle zone dove i prezzi degli affitti sono più alti.

Attraverso una serie di ordini del giorno collegati al provvedimento, il gruppo del Partito Democratico ha inoltre indicato alcune linee di intervento per i prossimi mesi. In particolare, si punta a favorire l’accesso alla casa nelle aree più sotto pressione turistica, coinvolgendo enti locali e comunità territoriali e prevedendo soluzioni abitative per studenti e lavoratori temporanei, oltre alla destinazione di una quota di alloggi pubblici al personale sanitario.

Un altro punto riguarda l’estensione di incentivi anche ad altre professioni sanitarie nel caso di calo delle iscrizioni ai corsi di laurea. Si chiede inoltre di rivedere le regole sui sostegni economici per gli specializzandi non medici, come psicologi, biologi, farmacisti, veterinari, chimici e fisici, con l’obiettivo di rendere più equilibrate le borse di studio e armonizzare gli obblighi di servizio.

Tra le proposte anche un maggiore allineamento dei trattamenti economici tra i diversi profili professionali del sistema sanitario e delle strutture territoriali, per favorire lo scambio di personale ed esperienze tra ospedali e residenze per anziani.

“Il voto di oggi è solo un tassello”, hanno dichiarato Paolo Zanella e Francesca Parolari, sottolineando come il rafforzamento del sistema sanitario passi soprattutto dalla capacità di trattenere il personale. Gli incentivi economici, spiegano, servono nell’immediato, ma la vera attrattività si costruisce con condizioni di lavoro migliori, servizi abitativi adeguati e percorsi di carriera più chiari.

L’obiettivo, viene ribadito, è intervenire in tempi rapidi per evitare che la carenza di personale continui a mettere sotto pressione un sistema sanitario definito essenziale per il modello pubblico, universale e solidale.

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