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Padova, un anno di “famiglie accoglienti”: 11 persone ospitate in otto percorsi di convivenza

Il Comune rilancia il modello di inclusione domestica: rete attiva con Refugees Welcome Italia e già 8 accoglienze avviate dal 2025

Padova, un anno di “famiglie accoglienti”: 11 persone ospitate in otto percorsi di convivenza

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Un anno di attività, otto accoglienze avviate e undici persone ospitate: è il primo bilancio dell’“Albo delle famiglie accoglienti” del Comune di Padova, il progetto che trasforma la solidarietà domestica in uno strumento strutturato di inclusione sociale.

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato al Sociale e gestita insieme a Refugees Welcome Italia, nasce con l’obiettivo di favorire percorsi di convivenza tra cittadini e persone straniere o in condizione di vulnerabilità, costruendo reti di sostegno al di fuori dei circuiti di accoglienza tradizionali.

Dal mese di agosto 2025 a oggi, il programma ha coinvolto anche nuclei particolarmente fragili, come mamme sole con figli minori, e persone in uscita dal sistema di accoglienza SAI, confermando la capacità del progetto di intercettare bisogni complessi e diversificati.

Accanto alle nuove esperienze, si sommano le 14 convivenze realizzate tra il 2021 e il 2024 nell’ambito dei progetti sperimentali “Embracin” e “Liberi di volare”, che hanno rappresentato la base su cui è stato costruito l’attuale modello. Un percorso che ha portato Padova a posizionarsi come città capofila a livello nazionale nella rete per l’accoglienza in famiglia.

«L’accoglienza in famiglia è una pratica di innovazione sociale che genera benefici reciproci», sottolinea l’assessora al Sociale Margherita Colonnello, evidenziando come il progetto contribuisca a ridurre isolamento e fragilità attraverso relazioni dirette tra persone.

Sulla stessa linea anche il referente di Refugees Welcome Italia, Luca Lendaro, che descrive l’esperienza come un percorso di crescita condivisa: da un lato l’inclusione e l’autonomia per chi viene accolto, dall’altro un arricchimento umano per le famiglie ospitanti.

L’Albo, attivo dal 2024 e aperto alle iscrizioni online dal 2025, prevede percorsi di formazione, selezione e accompagnamento delle famiglie, con convivenze di almeno sei mesi seguite da un’équipe specializzata. Un modello che punta a trasformare la solidarietà in una pratica stabile di welfare di comunità, coinvolgendo sempre più cittadini nel sostegno diretto alle persone fragili.

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