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Monselice ed Este uniscono 5.500 studenti per trasporti più sicuri

Fermate senza pensiline e incidenti, il tavolo unico cerca soluzioni con le istituzioni

 Monselice ed Este uniscono 5.500 studenti per trasporti più sicuri

A inizio aprile si è tenuto un tavolo unico con tutte le scuole superiori di Monselice e Este riunite per affrontare un tema comune: la sicurezza degli studenti, dentro e fuori la scuola. Martedì 31 marzo, nella biblioteca dell'istituto Kennedy, il Comitato genitori ha promosso un incontro che ha messo insieme i rappresentanti d'istituto dei plessi di Monselice, Este e Conselve, dal Cattaneo-Mattei al Duca D'Aosta, fino agli istituti Euganeo, Atestino e Ferrari. In tutto, oltre 5.500 studenti rappresentati. Un confronto con un obiettivo preciso: mettere insieme le esperienze per trovare una soluzione alle problematiche messe sul tavolo. Il tema è quello della sicurezza, affrontato in tutte le sue declinazioni: personale e stradale. «A Monselice il problema della sicurezza personale si è manifestato in modo evidente lo scorso anno. Ma il tema che unisce tutti è quello dei trasporti». Dal confronto emerge infatti un quadro critico: autobus insufficienti, sovraffollati, tratte carenti e orari non allineati con quelli scolastici. «Parliamo di istituti da mille studenti» sottolinea Sara Emiri, presidente del Consiglio d'istituto del Kennedy assieme a Raffaella Rosa, presidente del comitato genitori d'istituto del Kennedy «con ingressi e uscite concentrati negli stessi orari. È evidente che così diventa difficile gestire flussi così grandi in spazi spesso ridotti». Una situazione che incide anche sulla sicurezza: «Ci sono stati incidenti anche gravi nel tragitto casa-scuola. Ma ci sono anche le mancanze più semplici, come fermate dei bus senza pensiline, con ragazzi sotto la pioggia costretti ad aspettare autobus pieni». Da qui l'idea di convocare un tavolo istituzionale, previsto per maggio, con Provincia di Padova, Busitalia, sindaci e amministrazioni: «L'obiettivo è far emergere una voce unitaria, che rappresenti davvero tutti gli studenti del territorio. Solo così si possono ottenere risposte efficaci».

Giada Zandonà

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