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Cronaca
03.03.2026 - 09:52
Foto di repertorio
La guerra in Medio Oriente sta producendo i suoi primi effetti sul mercato energetico e sull’economia italiana. Ieri mattina l’apertura dei mercati ha confermato le attese: il prezzo del petrolio è aumentato del 9%, mentre il gas naturale ad Amsterdam ha registrato un balzo del 25%, i massimi da un anno a questa parte.
Secondo quanto riportato, i rialzi si stanno già riflettendo sui carburanti: nelle prime ore della giornata sono stati segnalati aumenti nei listini consigliati dei principali marchi, in gran parte legati a dinamiche speculative più che all’effettivo incremento delle quotazioni petrolifere dovuto all’attacco all’Iran.
Il presidente di Confcommercio Veneto, Patrizio Bertin, ha spiegato che la chiusura dello stretto di Hormuz influirà anche sulle materie prime, e che il forte aumento del gas avrà un impatto immediato sull’elettricità, prodotta in larga parte tramite gas in Italia. Bertin ha sottolineato come la crescita dei consumi, che si stava lentamente consolidando, potrebbe subire una battuta d’arresto, e che se la crisi dovesse protrarsi nel tempo, i rincari sulle bollette energetiche rischiano di diventare molto elevati.
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