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Acqua contaminata alla Malga Nuova, archiviazione per i sindaci

Resta a giudizio il gestore Igor Rizzardi per lesioni colpose gravissime. La bimba colpita da Seu è ancora in condizioni critiche

Acqua contaminata alla Malga Nuova, archiviazione per i sindaci

Foto di repertorio

Dopo quasi due anni di indagini, la Procura di Trento fa chiarezza su uno dei punti centrali dell’inchiesta legata al caso della bambina trentina colpita da sindrome emolitico-uremica (Seu) nell’estate 2023. La sorgente da cui proveniva l’acqua contaminata era ad uso esclusivo della malga e non costituiva un tratto dell’acquedotto pubblico. Per questo motivo è stata chiesta e ottenuta l’archiviazione nei confronti dell’attuale sindaca di Predaia, Giuliana Cova, e del suo predecessore Paolo Forno.

La vicenda risale al giugno 2023, quando la piccola, dopo una tappa con i genitori alla Malga Nuova di Coredo, finì in ospedale a Padova in condizioni gravissime. Da allora lotta contro le conseguenze della Seu, una patologia che ha stravolto la vita della famiglia.

L’acqua utilizzata nella struttura, proveniente dalla sorgente “Presa Malga”, era risultata contaminata da germi patogeni e da Escherichia coli. In un primo momento l’inchiesta aveva ipotizzato possibili omissioni nei controlli e nei lavori di sistemazione della captazione idrica. Ma gli approfondimenti difensivi hanno dimostrato che quella sorgente serviva esclusivamente la malga e non rientrava nella rete acquedottistica comunale. Una distinzione decisiva, che ha portato la pubblico ministero Maria Colpani a chiedere l’archiviazione per i due amministratori.

Diversa la posizione del gestore della struttura, Igor Rizzardi, che dovrà affrontare tra poche settimane l’udienza predibattimentale. Nei suoi confronti la Procura ha ipotizzato i reati di lesioni personali colpose gravissime e commercio di sostanze alimentari nocive. Secondo l’accusa, non sarebbero stati rispettati gli obblighi in materia di condizioni igieniche e autocontrollo aziendale, con particolare riferimento alla mancata esecuzione di alcune analisi sul latte.

Nel corso delle indagini, condotte dai carabinieri del Nas di Trento, sono state sequestrate circa 450 forme di formaggio e la stessa sorgente “Presa Malga”. Le analisi di laboratorio, affidate anche all’Istituto zooprofilattico delle Venezie e all’Istituto superiore di sanità, avevano rilevato la presenza di ceppi batterici di Escherichia coli in alcune caciotte a latte crudo prodotte nei giorni immediatamente precedenti al malore della bambina.

Non vi è certezza assoluta che la piccola abbia consumato formaggio durante la visita, ma la positività alla tossina era stata riscontrata anche nelle feci dei bovini che avevano bevuto quell’acqua, elemento che ha rafforzato il quadro accusatorio nei confronti del malgaro.

Intanto la famiglia, che potrebbe costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni, continua la propria battaglia tra cure e terapie, anche all’estero. Nei mesi scorsi amici e conoscenti avevano avviato una raccolta fondi online per sostenere le spese mediche: oltre mille le donazioni, per una cifra che si avvicina ai 75 mila euro.

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