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14.12.2016 - 06:00
Quando hanno aperto il portellone del camion, non ci volevano credere. Una storia di disperazione, con protagonisti tre ragazzini afghani, tutti minori, trovati all’interno di un camion diretto alla Pometon di Maerne. Hanno 11, 14 e 16 anni e per ore non si e saputo da dove arrivassero. E questo fa tornare a galla la questione profughi ed entrate nel nostro territorio. Non è la prima volta che arrivano notizie del genere; in passato, questi “viaggi” si sono trasformati in drammi, come oltre 4 anni fa a Mestre. Stavolta si sa soltanto che erano dentro a un mezzo pesante, il camionista era un kosovaro, sui 50 anni, partito dal suo paese e ha attraversato e risalito i Balcani per arrivare sin qui. Per ora a suo carico non c’è alcun provvedimento. Dopo aver varcato il confine tra Slovenia e Italia, ha proseguito sino al veneziano, con destinazione proprio la Pometon. Ma durante il tragitto ha fatto più di una sosta e potrebbero essere saliti ovunque. Per il conducente, si è trattato di un normale viaggio come spesso gli capita di fare; stavolta a bordo non c’era solo il materiale da consegnare, ma anche tre esseri umani, intrufolatisi in una delle tappe precedenti. E non si sa neppure dove gli afghani fossero diretti con precisione. Quando è stato aperto il mezzo pesante per scaricare la merce, si sono trovati davanti i tre giovani, affaticati dal lungo percorso ma, comunque, in buone condizioni. Subito sono stati chiamati i militari dell’Arma e, nel frattempo, i giovani sono stati fatti scendere. In caserma si è cercato d’identificarli e con un traduttore i carabinieri hanno provato a ricostruire il lungo percorso, tentare di comprendere dove fossero saliti. Per fortuna le condizioni degli afghani non hanno destato timori, ma ci sono ancora diversi punti oscuri sulla vicenda. I tre sono stati rifocillati e trasferiti in una struttura d’accoglienza per minori. Di Alessandro RagazzoEdizione
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