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03.06.2022 - 12:02
ABC2030 (AlbignasegoBeneComune 2030) e il Partito democratico hanno proposto un programma di coalizione per ripensare Albignasego in grande, città e comunità che vuole distinguersi come eccellenza della sostenibilità e dell’innovazione, ispirandosi ai principi dell’Agenda 2030, e allacciandosi al concetto di ‘eutopia’. Questo termine identifica un ideale etico- politico che ha una funzione stimolatrice nei riguardi dell'azione politica, e che si pone come ipotesi di lavoro, sia per una efficace critica ai problemi esistenti, sia nella prospettiva di un modello di crescita a cui tendere. Nel suo programma la coalizione rappresentava la propria visione di Albignasego. Oggi la coalizione è presente in consiglio, tra i banchi della minoranza, con Luisa Fantinato per ABC2030 e Andrea Canton e Riccardo Savio per il Partito democratico, e il gruppo sta continuando a sviluppare il progetto. Facendo riferimento all’eutopia, la coalizione si immagina una sorta di ‘città spugna’ come modello e bel luogo verso cui tendere. A raccontare questa visione è Manuela Zaidan, già candidata alle passate elezioni nella coalizione: “Quando casa nostra è malridotta, generalmente non ci accontentiamo di spazzare la polvere sotto i mobili e abbassare la luce per non vederne i difetti, giusto? Lo stesso capita quando si parla della nostra città, che è semplicemente 'casa nostra' in senso più ampio: dove andiamo a fare la spesa, prendiamo un gelato la domenica, facciamo un giro in bici, incontriamo il nostro vicino di casa. E, da un momento all’altro, per colpa anche solo di un paio di violente piogge, trovarsi sotto svariati centimetri di acqua fredda e puzzolente è piuttosto lontano dal nostro ideale di casa accogliente: come minimo sgradevole, se non pericoloso - come accaduto a uno dei nostri concittadini, salvato per un pelo dal suo stesso garage allagato”. Quindi che si fa? È sufficiente tenere puliti gli argini e i fossi, in una ripulita veloce? Non ci sono altre soluzioni?”. Zaidan porta ad esempio città virtuose come Berlino, Melbourne, Copenaghen: “E’ possibile immaginare una città diversa, che sappia proteggersi da sola dalla troppa - o troppo poca - acqua, funzionale ma allo stesso tempo più piacevole da vivere e da vedere: la città spugna. La soluzione sta nell'accogliere, anziché combattere, i flussi idrici naturali”.
Parchi con spazi dedicati a strutture di stoccaggio della pioggia, la cui acqua potrà poi essere depurata e riutilizzata, tetti verdi, superfici a verde verticale, marciapiedi dove il cemento viene sostituito da mattoni che assorbono l'acqua. Eva FranceschiniEdizione
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