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Riforma della magistratura, il M5S dice no

Cappelletti a Radio Veneto24: «Si vuole indebolire il Csm, non migliorare la giustizia»

Riforma della magistratura, il M5S dice no

Enrico Cappelletti, facebook

Il Movimento 5 Stelle annuncia una posizione netta contro la riforma della magistratura. Ospite negli studi di Radio Veneto24, durante la trasmissione «Buongiorno Veneto» condotta da Giuliana Lucca, il deputato Enrico Cappelletti ha ribadito il voto contrario del suo partito.

«Non è un referendum sulla giustizia, ma sulla magistratura», ha chiarito Cappelletti, parlando di una «trappola semantica» che rischierebbe di spostare il dibattito su casi mediatici e singole vicende giudiziarie, distogliendo l’attenzione dal cuore della riforma.

Secondo l’esponente pentastellato, l’obiettivo reale sarebbe quello di indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura, organo costituzionale nato per garantire autonomia e indipendenza ai magistrati. «Dividere il Csm significa ridurne la forza e moltiplicare i costi – ha sostenuto – con un aumento della spesa pubblica nell’arco della consigliatura».

Il Movimento 5 Stelle contesta in particolare la separazione delle carriere prevista dalla riforma promossa dal ministro Carlo Nordio, ritenendo che possa alterare gli equilibri costituzionali. «La prospettiva peggiore – ha aggiunto – è una magistratura condizionata dall’esecutivo, qualunque esso sia».

Enrico Cappelletti ha inoltre ricordato che il M5S ha depositato una proposta di legge per introdurre il sorteggio dei componenti del Csm tramite legge ordinaria, senza modificare la Costituzione. «Quando abbiamo avanzato questa proposta, siamo stati attaccati. Oggi si parla di sorteggio, ma in una forma che riguarda solo alcuni membri e che non condividiamo», ha precisato.

Per il Movimento, dunque, la riforma non rafforzerebbe l’imparzialità del sistema, ma rischierebbe di comprometterne l’equilibrio istituzionale. «Per questo voteremo convintamente no», ha concluso il deputato.

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