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Venezia ha partecipato alla Rilevazione nazionale delle Persone Senza Dimora

Venezia è stata una delle 14 città campione d’Italia per l’indagine promossa da ISTAT e coordinata dalla FIOPSD

 Foto  di repertorio

Foto di repertorio

Grazie al supporto del Comune, dei Servizi Sociali e della Polizia Locale, i volontari hanno incontrato persone senza dimora nei dormitori e per strada, raccogliendo informazioni sulle loro condizioni sociali ed economiche. L’indagine servirà a orientare interventi più mirati e sostenibili sul territorio.

 

Venezia è stata una delle 14 città campione d’Italia coinvolte nella Rilevazione nazionale delle Persone Senza Dimora, promossa dall’ISTAT e coordinata dalla Federazione Italiana degli Organismi che lavorano con le Persone Senza Dimora (FIOPSD). L’indagine ha visto il coinvolgimento diretto della Caritas e di numerosi volontari locali, con il supporto del Comune attraverso Servizi Sociali, Polizia Locale e Servizio Statistica.

L’Amministrazione comunale ha fornito supporto logistico, individuato le aree più sensibili e garantito condizioni di sicurezza per i rilevatori impegnati nelle attività notturne. Grazie a questa collaborazione, è stato possibile organizzare le squadre in modo da coprire tutto il territorio e raccogliere informazioni sul campo in modo efficiente.

A Venezia, i volontari affiancati da operatori esperti sono stati suddivisi in circa 50 squadre, distribuite su 48 zone. Le attività si sono svolte in tre serate: la conta delle persone senza dimora il 26 gennaio, le interviste nei dormitori il 28 gennaio e gli incontri per strada il 29 gennaio.

Durante le interviste, i volontari hanno raccolto informazioni sulle condizioni sociali, economiche e personali delle persone senza dimora, entrando in contatto con storie di vita spesso segnate da precarietà lavorativa, migrazione, perdita dei legami familiari e difficoltà di integrazione sociale.

Un aspetto significativo dell’attività è stata la mediazione linguistica: grazie all’intervento di una mediatrice in lingua araba, due persone di origine tunisina hanno potuto raccontare il proprio vissuto in modo più completo, evidenziando l’importanza della competenza interculturale nel lavoro sociale.

La linea sottile delle fragilità nel Conselvano, sono quasi 1.500 le famiglie in coda ai servizi

Sono almeno 3.500 le persone in situazione di sofferenza economica o sociale, 400 nuclei vivono in condizioni di povertà assoluta o grave vulnerabilità. Difficoltà anche per giovani coppie e lavoratori precari

I dati raccolti durante la Rilevazione non sono ancora stati resi pubblici, ma l’obiettivo è chiaro: comprendere meglio la situazione delle persone senza dimora per orientare in modo più efficace gli interventi, grazie al lavoro congiunto di istituzioni, volontari e organizzazioni del Terzo settore.

L’indagine rappresenta quindi uno strumento fondamentale per aggiornare il quadro sulla marginalità adulta, permettendo alle istituzioni locali di progettare interventi mirati ed efficaci per i prossimi anni. (g.f.)

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