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Dal Polo sociale di Tribano la Croce Rossa di Due Carrare corre in aiuto di decine di famiglie di 14 Comuni del territorio

L’edificio è stato recentemente riqualificato grazie a un investimento di 270 mila euro

tribano croce rossa

I volontari della Croce Rossa nella sede del Polo Sociale

La gestione della povertà nel Conselvano ha trovato un baricentro operativo nell’ex scuola di Olmo a Tribano, una struttura che negli ultimi anni ha cambiato volto per diventare il Polo Sociale di riferimento per 14 comuni del Conselvano. Gestito in stretta sinergia con il Comitato della Croce Rossa di Due Carrare, il centro rappresenta oggi il tentativo di istituzionalizzare la risposta al disagio economico, trasformando un servizio nato nell’emergenza in un presidio stabile di welfare territoriale.

Conselve, gli uomini soli i nuovi “invisibili”, oltre cento persone aiutate a fare la spesa

Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio, quali gli elementi di novità e di criticità, quali le sfide da affrontare nel prossimo futuro.

L’edificio è stato recentemente riqualificato grazie a un investimento di 270 mila euro, frutto di una combinazione di fondi comunali e statali. L’intervento si è concentrato sulla riqualificazione energetica e sulla manutenzione straordinaria, con l’obiettivo di rendere gli spazi non solo più efficienti dal punto di vista dei costi gestionali, ma anche più adeguati alle funzioni di ascolto e supporto.

Un intervento che il sindaco Massimo Cavazzana definisce strategico: “È un miglioramento che incide direttamente sulla qualità dei servizi offerti: ascolto, supporto alle famiglie e accompagnamento sociale. Questo lavoro non riguarda solo muri o impianti, ma la dignità degli spazi in cui si accoglie e si aiuta. Investire in luoghi come questo significa investire nella coesione sociale”.

Il Polo non è solo un magazzino di viveri, ma una “porta d’accesso unica” che mette in rete Comune, Uls, Caritas e scuole. I dati sulla distribuzione dei pacchi alimentari fotografano l'esplosione del bisogno: se nel 2020 le famiglie aiutate erano 64 (per 760 kg di prodotti distribuiti in 321 pacchi), per poi arrivare a 110 famiglie alle quali sono andati 1.239 pacchi con 2.800 kg di aiuti, nel 2025 il numero è salito a 129 famiglie, con una distribuzione impressionante di 14.692 kg di generi di prima necessità.

“In questo scenario, - conclude Cavazzana - il Polo Sociale diventa il luogo dove la comunità si prende cura di sé. Un punto di ascolto, di orientamento, di accompagnamento. Una risposta concreta a un bisogno che cresce e che chiede vicinanza, non giudizio”.

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