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A Monselice sempre più italiani in difficoltà, la Caritas offre cibo e aiuto a 550 persone

Ai servizi sociali e al terzo settore arrivano le richieste di chi non ce la fa

Emporio solidarietà Monselice

L'emporio della solidarietà a Monselice

Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio, quali gli elementi di novità e di criticità, quali le sfide da affrontare nel prossimo futuro.

Monselice si conferma un osservatorio privilegiato, e talvolta doloroso, delle nuove fragilità sociali. Con reddito medio pro capite di poco superiore ai 22 mila euro Monselice ha ancora una base “operaia” che sta subendo l'erosione salariale e fa i conti con le spese in costante aumento. Le richieste ai servizi sociali qui riguardano spesso il pagamento delle utenze e le spese mediche. Nel 2025 sono state distribuite alle famiglie 168 carte “Dedicata a te”, con una somma per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità. Un piccolo aiuto che da solo ovviamente non basta a sostenere chi è in difficoltà.

La linea sottile delle fragilità nel Conselvano, sono quasi 1.500 le famiglie in coda ai servizi

Sono almeno 3.500 le persone in situazione di sofferenza economica o sociale, 400 nuclei vivono in condizioni di povertà assoluta o grave vulnerabilità. Difficoltà anche per giovani coppie e lavoratori precari

Nel cuore della cittadina della Rocca, la risposta alla povertà diventa anche un modello di welfare comunitario che ha il suo fulcro nell’Emporio della Solidarietà della Caritas, all’ombra del Duomo. A tracciare il bilancio di un’attività sempre in movimento è Claudio Canella, responsabile della Caritas di Monselice, che coordina un vero e proprio oltre settanta volontari. “Oggi abbiamo 145 nuclei familiari iscritti, il che significa che sosteniamo attivamente circa 550 persone. Solo all'inizio di febbraio sono arrivate cinque nuove richieste di adesione, tra cui diverse famiglie italiane. Ma la nostra porta è girevole: c’è chi non vediamo più perché ha ripreso a lavorare e cerca di arrangiarsi, lasciando il posto a chi ne ha più bisogno”.

Conselve oltre l’assistenzialismo

Nella gestione delle fragilità il Comune di Conselve ha scelto di andare oltre la logica dell’emergenza per approdare a quella dell’emancipazione. Non si tratta più soltanto di erogare sussidi, ma di ricostruire il tessuto sociale partendo dai cittadini più vulnerabili. A delineare questa strategia è Susanna Lazzarin, consigliere con delega al sociale, che pone l'accento su un cambio di paradigma fondamentale nel lavoro dei servizi territoriali.

“Il compito dei servizi sociali è di lavorare non solo per assistenzialismo alla persona, ma perché ci sia una promozione globale della persona stessa, - spiega Lazzarin -. In questi ultimi anni ho percepito che i servizi sociali lavorano in questa ottica: non solo come assistenza al bisogno primario, ma anche per la rimozione delle cause di questo disagio. È importante lavorare per ridare dimensione alla persona più che al bisogno immediato che comunque richiede una risposta”.

I dati del 2025 confermano la centralità dei minori e della famiglia in questa programmazione. Sono stati 90 i minori seguiti nell’ultimo anno, un numero in lieve crescita che ha richiesto un potenziamento di progetti come l’assistenza alla genitorialità, gli affidi e il supporto psicologico. Tra i fiori all’occhiello figura il Progetto Pippi, dedicato alla prevenzione dell'istituzionalizzazione dei minori, insieme a servizi concreti come il trasporto sociale e i voucher per la frequenza di asili nido, anche privati e fuori territorio.

Particolare attenzione è stata rivolta al nido comunale "Girasole": oltre alla prossima apertura della nuova sezione lattanti (sotto i 12 mesi), l’amministrazione ha deciso di ridurre le rette del 20%. Per gli adolescenti, invece, il riscatto passa attraverso percorsi di cittadinanza attiva come "Ci sto? Affare fatica!" e il bando "Oltre la campanella". L’obiettivo resta chiaro: trasformare il welfare in un investimento sul futuro della comunità.

L'Emporio, nato nel 2022, è dedicato al parroco Don Sandro Panizzolo che ha ispirato e concretamente avviato l’attività partita nel 2008 con la semplice "borsa della spesa". Oggi è un piccolo supermercato dove le persone ammesse possono scegliere i prodotti una volta a settimana. I numeri sono impressionanti: “In un anno distribuiamo oltre 500 quintali di prodotti alimentari, compreso il pane fresco, - spiega il responsabile -. Siamo aperti tre volte a settimana e questo garantisce ai nostri assistiti la possibilità di avere sempre prodotti confezionati e freschi. Grazie alla generosità della comunità e alla rete regionale degli Empori — di cui facciamo parte insieme a Este e Padova — siamo cresciuti molto. Nel 2024 abbiamo acquistato un furgone e nel 2025 la grande novità è stata l’installazione di una cella frigo, fondamentale per conservare il fresco ed evitare ogni spreco alimentare: facciamo bene alle persone e all’ambiente”.

Conselve, gli uomini soli i nuovi “invisibili”, oltre cento persone aiutate a fare la spesa

Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio, quali gli elementi di novità e di criticità, quali le sfide da affrontare nel prossimo futuro.

Il volto della povertà a Monselice è complesso. Se le famiglie più numerose con figli sono prevalentemente straniere, cresce l'incidenza degli italiani, che oggi rappresentano il 40% degli utenti. “Vediamo molti italiani di mezza età che hanno perso il lavoro e non hanno ancora raggiunto la pensione, oppure anziani con assegni minimi che non bastano a coprire tutto, - racconta Canella. Nel 2025, il calcolo delle presenze ha restituito una statistica quasi incredibile: “È come se avessimo dato da mangiare a 13.500 persone tutti i giorni per una settimana intera”.

Ma la Caritas di Monselice non si limita al cibo. Ogni martedì pomeriggio, lo sportello di sostegno alle famiglie riceve circa sessanta utenti che chiedono aiuto per il pagamento di bollette, affitti o rette scolastiche. Inoltre, la struttura ospita quattro classi di corso di italiano (in collaborazione con il CPIA) frequentate da 40 alunne e alunni, e un desk dedicato all’emergenza abitativa gestito.

L’obiettivo finale rimane però l’autonomia. “Le persone si rivolgono a noi quando hanno necessità, ma cercano di uscire da questa situazione; non vogliono vivere sulle spalle degli altri”, sottolinea con forza Canella. “Noi cerchiamo di dare una mano anche nella ricerca di un impiego. Consigliamo di non fare riferimento solo a noi, ma di interfacciarsi con i servizi sociali, il centro per l'impiego e le agenzie interinali. Li informiamo sui bandi, sulle selezioni e sui loro diritti”.

L’opera sussidiaria della Caritas — che serve tutte le parrocchie di Monselice e Pernumia — resta il termometro della tenuta sociale della zona. “La nuova direzione della Caritas diocesana ci ha fatto i complimenti per l'organizzazione, - conclude Canella, - ma la nostra soddisfazione più grande resta vedere qualcuno che torna qui solo per ringraziare e dirci che ce l'ha fatta”.

ervizi sociali qui riguardano spesso il pagamento delle utenze e le spese mediche. Nel 2025 sono state distribuite alle famiglie 168 carte “Dedicata a te”, con una somma per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità. Un piccolo aiuto che da solo ovviamente non basta a sostenere chi è in difficoltà. 

Nel cuore della cittadina della Rocca, la risposta alla povertà diventa anche un modello di welfare comunitario che ha il suo fulcro nell’Emporio della Solidarietà della Caritas, all’ombra del Duomo. A tracciare il bilancio di un’attività sempre in movimento è Claudio Canella, responsabile della Caritas di Monselice, che coordina un vero e proprio "esercito del bene" composto da oltre settanta volontari. “Oggi abbiamo 145 nuclei familiari iscritti, il che significa che sosteniamo attivamente circa 550 persone. Solo all'inizio di febbraio sono arrivate cinque nuove richieste di adesione, tra cui diverse famiglie italiane. Ma la nostra porta è girevole: c’è chi non vediamo più perché ha ripreso a lavorare e cerca di arrangiarsi, lasciando il posto a chi ne ha più bisogno”.

L'Emporio, nato nel 2022, è dedicato al parroco Don Sandro Panizzolo che ha ispirato e concretamente avviato l’attività partita nel 2008 con la semplice "borsa della spesa". Oggi è un piccolo supermercato dove le persone ammesse possono scegliere i prodotti una volta a settimana. I numeri sono impressionanti: “In un anno distribuiamo oltre 500 quintali di prodotti alimentari, compreso il pane fresco, - spiega il responsabile -. Siamo aperti tre volte a settimana e questo garantisce ai nostri assistiti la possibilità di avere sempre prodotti confezionati e freschi. Grazie alla generosità della comunità e alla rete regionale degli Empori — di cui facciamo parte insieme a Este e Padova — siamo cresciuti molto. Nel 2024 abbiamo acquistato un furgone e nel 2025 la grande novità è stata l’installazione di una cella frigo, fondamentale per conservare il fresco ed evitare ogni spreco alimentare: facciamo bene alle persone e all’ambiente”.

Il volto della povertà a Monselice è complesso. Se le famiglie più numerose con figli sono prevalentemente straniere, cresce l'incidenza degli italiani, che oggi rappresentano il 40% degli utenti. “Vediamo molti italiani di mezza età che hanno perso il lavoro e non hanno ancora raggiunto la pensione, oppure anziani con assegni minimi che non bastano a coprire tutto, - racconta Canella. Nel 2025, il calcolo delle presenze ha restituito una statistica quasi incredibile: “È come se avessimo dato da mangiare a 13.500 persone tutti i giorni per una settimana intera”.

Ma la Caritas di Monselice non si limita al cibo. Ogni martedì pomeriggio, lo sportello di sostegno alle famiglie riceve circa sessanta utenti che chiedono aiuto per il pagamento di bollette, affitti o rette scolastiche. Inoltre, la struttura ospita quattro classi di corso di italiano (in collaborazione con il CPIA) frequentate da 40 alunne e alunni, e un desk dedicato all’emergenza abitativa gestito.

L’obiettivo finale rimane però l’autonomia. “Le persone si rivolgono a noi quando hanno necessità, ma cercano di uscire da questa situazione; non vogliono vivere sulle spalle degli altri”, sottolinea con forza Canella. “Noi cerchiamo di dare una mano anche nella ricerca di un impiego. Consigliamo di non fare riferimento solo a noi, ma di interfacciarsi con i servizi sociali, il centro per l'impiego e le agenzie interinali. Li informiamo sui bandi, sulle selezioni e sui loro diritti”.

L’opera sussidiaria della Caritas — che serve tutte le parrocchie di Monselice e Pernumia — resta il termometro della tenuta sociale della zona. “La nuova direzione della Caritas diocesana ci ha fatto i complimenti per l'organizzazione, - conclude Canella, - ma la nostra soddisfazione più grande resta vedere qualcuno che torna qui solo per ringraziare e dirci che ce l'ha fatta”.

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