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Ortopedia e qualità di vita: l'esperienza del Dott. Giovanni Grano

Dal campo da calcio alla presidenza della Società Italiana di Chirurgia dell'Anca: una vocazione nata dall'esperienza personale

Ortopedia e qualità di vita: l'esperienza del Dott. Giovanni Grano

Dott. Giovanni Grano

Non è da tutti i giorni incontrare un chirurgo ortopedico che è arrivato alla medicina passando dai campi di calcio. Eppure è proprio questa la storia del Dott. Giovanni Grano, oggi Presidente della Società Italiana di Chirurgia dell'Anca e punto di riferimento nazionale per la chirurgia protesica. "Ho giocato a calcio a livello professionistico", racconta con semplicità. "E purtroppo, sia io che tanti miei compagni e amici, abbiamo sofferto di patologie ortopediche. L'ortopedico è stata la prima figura professionale di cui ho avuto bisogno nella mia vita". Un incontro che ha segnato una svolta. "Quella figura è stata importante per me: ci ha aiutato a risolvere tante situazioni. Da lì è nata la passione per l'ortopedia, quando ancora giocavo a calcio".

Oggi, nel suo ambulatorio, il dottor Grano sa perfettamente cosa cercano i pazienti che varcano la sua porta. "Il motivo per cui si rivolgono a uno specialista ortopedico è essenzialmente il dolore, ma soprattutto le limitazioni funzionali", spiega. "Si tratta di persone che cercano di risolvere una sintomatologia dolorosa e una limitazione che determinano un deterioramento della qualità di vita. Sempre più troviamo pazienti con problemi all'anca, alla spalla, al ginocchio, alla colonna vertebrale. Cercano da noi un aiuto per ritornare ad avere uno stile di vita normale".

La formazione del dottor Grano si è concentrata su un distretto anatomico specifico, ma con uno sguardo d'insieme. "Da quando ho fatto la specializzazione sono cresciuto in una scuola dove facevamo tantissima chirurgia dell'anca, senza trascurare il resto. C'era una predilezione verso la cura della patologia dell'anca, ma ho approfondito anche la chirurgia della spalla e del ginocchio". Una precisazione importante: "Oggi non c'è più l'ortopedico che fa tutto come una volta. Ci sono figure professionali che si dedicano ad alcuni distretti anatomici. Non c'è lo specialista dell'anca, c'è il cultore dell'anca che però ha competenze anche in altri distretti del corpo: spalla, ginocchio, piede, mano".

Ed è proprio nell'evoluzione della chirurgia protesica che si coglie il cambiamento più profondo dell'ortopedia moderna. "Trent'anni fa, per quanto riguarda la protesi d'anca, si faceva la protesi per togliere il dolore. Quindi veniva destinata a pazienti che avevano una certa età", spiega il dottor Grano. "Oggi, grazie alle moderne tecniche e ai moderni modelli protesici, non solo risolviamo la sintomatologia dolorosa, ma riusciamo a dare al paziente una funzionalità che permette di tornare a fare attività sportiva, seppure amatoriale. Il paziente di settant'anni ci chiede di tornare a giocare a tennis, di tornare a giocare a golf. Non si accontenta soltanto di non avere dolore: vuole una qualità di vita, vuole riprendere un'attività sportiva quasi normale. E oggi, grazie alle moderne tecniche chirurgiche e alle innovazioni tecnologiche come la chirurgia robotica, possiamo garantire al paziente questo risultato".

Ma non tutto passa necessariamente attraverso la sala operatoria, come tiene a sottolineare il dottor Grano. "Siamo chirurghi, ma siamo anche medici. Non dobbiamo dimenticare che il paziente non deve essere sempre operato. A volte ci sono patologie che possono essere risolte con farmaci: antinfiammatori, infiltrazioni con acido ialuronico che possono regolare l'omeostasi di un'articolazione, farmaci antiriassorbitivi per curare l'osteoporosi o l'algodistrofia. C'è una serie di strumenti a disposizione per aiutare i pazienti a superare un momento di difficoltà che non necessariamente deve condurre all'intervento chirurgico".

Tra le terapie non farmacologiche, il dottor Grano utilizza con particolare attenzione la magnetoterapia. "Sia nella forma ad alta frequenza che a bassa frequenza, va ad agire sul sistema osteoarticolare e muscolare con effetti antinfiammatori, antiedemigeni e antidolorifici. Se mi viene un paziente con un'algodistrofia, prima di arrivare eventualmente all'intervento si fa un percorso preventivo con farmaci antiriassorbitivi associati alla magnetoterapia per ridurre l'edema e permettere poi una sostituzione protesica molto più accurata e sicura". Il campo d'azione è ampio: "Sono importanti nelle forme iniziali di artrosi, nelle tendiniti o borsiti. Oppure vengono utilizzate per preparare al meglio il paziente a un intervento, per ridurre l'edema, l'infiammazione e quindi anche i rischi di un eventuale intervento chirurgico".

Un tema che il dottor Grano tiene a sottolineare è la qualità dell'applicazione. "Sui campi elettromagnetici è stato scritto di tutto e il contrario di tutto. Anche se ad oggi non ci sono evidenze scientifiche determinanti, la pratica clinica quotidiana ci dice che sono forme di terapia da cui i pazienti hanno giovamento. Ma bisogna affidarsi a persone qualificate e utilizzare apparecchiature valide, che vengano utilizzate con qualità. Altrimenti queste terapie possono anche non dare nessun beneficio". I risultati, quando tutto è fatto correttamente, sono evidenti: "Sicuramente la riduzione del dolore, la riduzione dello stato infiammatorio. Migliorano, togliendo dolore e infiammazione, anche l'escursione articolare. E in pazienti affetti da osteoporosi o crolli vertebrali, fratture vertebrali da osteoporosi soprattutto a livello delle vertebre, c'è un netto miglioramento della sintomatologia dolorosa".

L'evoluzione tecnologica della magnetoterapia

L'esigenza di qualità e praticità nell'utilizzo della magnetoterapia, sottolineata dal dottor Grano, ha portato negli ultimi anni allo sviluppo di dispositivi sempre più compatti e versatili. In questo contesto si inserisce l'esperienza di Amel Medical, azienda veneta con sede a Carmignano di Brenta che opera da oltre dieci anni nel settore della magnetoterapia professionale. L'azienda ha recentemente sviluppato Therapist®, un dispositivo medico brevettato che rappresenta un'evoluzione significativa rispetto ai tradizionali apparecchi da tavolo, pensato per rispondere alla crescente domanda di terapie domiciliari efficaci che gli specialisti rilevano nella pratica clinica quotidiana.

Dal campo di calcio alla sala operatoria, dalla protesi "antidolore" alla protesi che restituisce la vita attiva, dalla chirurgia robotica alle terapie fisiche innovative come Therapist®, l'ortopedia moderna è una disciplina che ha saputo evolvere, mettendo sempre al centro non solo la risoluzione del sintomo, ma la qualità di vita del paziente. E quando a guidarla ci sono professionisti come il dottor Grano, che quella strada l'hanno scelta perché l'hanno vissuta sulla propria pelle, insieme ad aziende come Amel Medical che traducono l'esperienza clinica in soluzioni pratiche e accessibili, il risultato è un approccio che unisce competenza tecnica, innovazione e profonda comprensione umana. Perché tornare a muoversi, significa rimanere autonomi e vivere con maggior serenità.

Therapist® è un dispositivo medico CE disponibile nelle migliori sanitarie e ortopedie. Leggere attentamente le avvertenze e le istruzioni per l'uso. Questa terapia è vietata ai portatori di pacemaker e sconsigliata alle donne in gravidanza, ai portatori di protesi elettriche e/o acustiche. Non effettuare questa terapia contemporaneamente a TENS e/o HOLTER. Utilizzare sotto controllo medico.

Per informazioni: tel. 800-802040 | magnetotherapist.com

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